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Da Trentemmøller ai Baustelle, ecco i primi artisti in programma al Siren Festival di Vasto 2017

Da domani in vendita gli abbonamenti early bird, per le serate di venerdì e sabato, della rassegna musicale in programma dal 27 al 30 luglio

Torna anche quest'anno il Siren festival, rassegna musicale che nel mese di luglio - per l'edizione 2017 dal 27 al 30 - anima la città di Vasto con alcuni dei nomi più importanti del panorama internazionale. Per la quarta edizione il programma annuncia nomi del calibro diBaustelle, Apparat, Allah-Las, Cabaret Voltaire, Ghali, Jenny Hval, Trentemoller, Ghostpoet, Arab Strap, Carl Brave x Franco126, Noga Erez, Daniel Miller.

Da oggi sono disponibili i biglietti giornalieri disponibili, solo su www.sirenfest.com e www.bookingshow.it. I biglietti per le singole serate costano 40 euro + diritti di prevendita, mentre 60 euro + prevendita l'abbonamento per venerdì e sabato.

ALLAH LAS. Freschi di pubblicazione del bellissimo Calico Review, pubblicato nel settembre del 2016, gli Allah-Las arrivano al Siren. La band californiana si è imposta all'attenzione generale con il loro album di debutto omonimo, uscito nel 2012, in cui il quartetto, composto da Miles Michaud, Pedrum Siadatian, Spencer Dunham e Matthew Correia, ha dimostrato ampiamente tutto il suo amore per le sonorità psichedeliche degli anni '60. Il gruppo si forma quando tre dei suoi quattro componenti lavorano al mitico Amoeba Store di Los Angeles, fonte inesauribile di gemme musicali della storia americana. E' qui che approfondiscono la loro passione per il garage e la psichedelia. L’universo sonoro degli Allah-Las è una perfetta miscela di pop stile British Invasion, di psichedelia della West Coast americana e di grezzo rock'n'roll garage.

APPARAT DJ. Grazie a lui, il dancefloor ha (ri)scoperto un’anima: giocare anche sull’espressività, sulle emozioni, su dolci e feroci malinconie, e non unicamente sull’architettura ritmica. Apparat, alias Sascha Ring, classe 1978, è ormai a pieno titolo uno dei giganti dell’elettronica contemporanea: lo è da solista (“Walls”, 2007, è un caposaldo assoluto), lo è stato nelle collaborazioni con Ellen Allien (la co-produzione di “Berlinette” o l’album a due “Orchestra Of Bubbles”), lo è nell’aver dato vita assieme agli amici Modeselektor al supergruppo Moderat (tra album all’attivo, il primo nel 2009, e un successo che ha abbattuto steccati come pochissimi altri nell’ultimo decennio). Ma lo è fin da quando John Peel, nel 2004, lo invitava ospite delle sue “Sessions”. Un’artista a trecentosessanta gradi, capace di passare dalle colonne sonore da compositore per il teatro su rifrazioni ambient e post rock (“Krieg Und Frieden”, 2013) a un’attività da dj fatta con piglio e personalità, dove le radici della musica elettronica così come oggi la conosciamo si si sviluppano su gemme old school, schegge acid, lunghe escursioni techno oscure ed inquietanti, arrivando però a contaminarsi con le frequenze basse e le ritmiche spezzate più contemporanee. Anche dietro la console, la sua visione è insomma forte, inconfondibile, unica. Una dote rara, al giorno d’oggi. Davvero rara.

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