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Festa dei Popoli, la Chieti multietnica è alla villa comunale

In migliaia domenica alla villa comunale: una festa di riflessione e di denuncia, ma anche di divertimento e armonia in una città che accoglie e lavora per l'integrazione. Dal palco l'arcivescovo ha annunciato un nuovo incarico

Suoni, sapori e colori dal mondo ieri alla villa comunale per la settima edizione della festa dei Popoli.

Oltre 30 nazioni da scoprire con stand, artigianato, storie e culture dalle 10 del mattino hanno animato la città: tra le altre, Repubblica Dominicana, Colombia, Romania, Eritrea, Ucraina, Senegal, Cina, Palestina, Albania e naturalmente Italia. In migliaia sono arrivati in città e hanno ritirato l’attestato da ‘cittadino del mondo’. Tanti anche gli stand delle associazioni e dei gruppi locali come Ecomammina, Aifo, Equo e solidale, Cuamm, Croce Rossa, protezione civile, ma anche le scuole come il Comprensivo 4.

La festa, organizzata come ogni anno dalla Caritas-Migrantes, con Centro Interculturale Mondo famiglia, Centro Servizi Volontariato, il patrocinio del Comune e l’operatività di numerose associazioni si è svolta tra laboratori, dibattiti su Palestina e Ucraina, degustazioni di piatti tipici locali preparati per l’occasione dagli ospiti della Capanna di Betlemme, gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXII.

“E’ una festa di riflessione e colori e di denuncia, perché facciamo parlare chi di solito non ha voce” ha detto in apertura Mario Olivieri, ‘regista’ della giornata. “Spesso – ha proseguito -  l’integrazione viene vista come un problema, noi oggi dimostriamo che è anche altro”.

LA PREGHIERA - Nel primo pomeriggio durante il momento interreligioso per la Pace monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, assieme ai rappresentanti delle principali comunità religiose presenti in Abruzzo ha ricordato con i tanti bambini saliti sul palco il significato della Pentecoste e ha chiesto alla diocesi, suo “primo impegno nel cuore”, di pregare per il nuovo incarico conferitogli la settimana scorsa dalla Cei: monsignore sarà infatti il responsabile della commissione per l’ecumenismo e il dialogo, oltre ad essere impegnato con il Sinodo di ottobre.

IL CONCERTO -  Il pomeriggio è proseguito con lo spettacolo dal mondo, presentato da Emanuele La Plebe e le esibizioni del coro Olga Ploska dall’Ucraina, di Casa Encantada dal Brasile, dei tamburi di Gorèe dal Senegal, degli italiani de Le Strade del Mediterraneo e di numerosi altri artisti internazionali che hanno animato la villa comunale fin quando le condizioni meteo lo hanno permesso.

LA PAROLA AGLI STRANIERI - A Chieti sono quasi 2.700  gli stranieri residenti e la festa dei Popoli rappresenta un momento di aggregazione e conoscenza che porta gran parte di loro a presentarsi e a collaborare. Palpabile tra gli stand l’orgoglio che ognuno ha delle proprie radici.

Ma chi si è stabilito a Chieti è orgoglioso allo stesso modo di questa città? “Sono talmente innamorata della mia terra che adesso che sono qui da 23 anni amo allo stesso modo questo posto - confida Marisol dallo stand della Repubblica Dominicana mentre sistema  i confetti ripieni di cacao della sua terra d’origine e la yuca: una sorta di patata dolce sudamericana. “Sono arrivata in Italia dopo la morte di mio padre e dei miei due fratelli - racconta -  in casa servivano soldi e non c’era lavoro. Da queste parti avevo un’amica. Mi sono innamorata subito della cultura italiana e adesso sento miei entrambi i paesi. A Chieti ho trovato una grande solidarietà e tante amicizie nei gruppi parrocchiali con cui partecipo attivamente a tante altre iniziative come l’Infiorata del Corpus Domini o il presepe vivente”.

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