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Si schianta con l'auto dopo il lavoro, muore a 100 metri da casa a 61 anni (FOTO)

Pino D'Arcangelo, di Roccamontepiano, era un autotrasportatore molto conosciuto in paese. Nell'incidente non sono rimasti coinvolti altri mezzi

Era quasi arrivato a casa, dopo una settimana di lavoro, per trascorrere la Pasqua in famiglia. Ma la vita di Pino D'Arcangelo, 61 anni, autotrasportatore di Roccamontepiano, si è interrotta a 100 metri dalla sua abitazione, in località Terranova, per un incidente stradale. 

L'uomo era a bordo della sua Alfa 166 quando ha perso il controllo del mezzo, l'auto si è ribaltata e si è schiantata contro una pensilina dell'autobus. I soccorsi sono scattati immediati, ma per lui, purtroppo, non c'è stato nulla da fare. 

Nell'incidente non sono rimasti coinvolti altri mezzi. Probabilmente a causare lo schianto una distrazione, un malore, o l'asfalto reso scivoloso dalla pioggia che ieri pomeriggio è caduta copiosa. 

E, oggi, per il piccolo centro, è una Pasqua di dolore e commozione: tutto il paese si è stretto intorno alla moglie Marisa, alla sorella, al fratello e alla mamma dello sfortunato concittadino.

D'Arcangelo era molto conosciuto e benvoluto da tutti, come ricorda anche il sindaco Adamo Carulli, fra i primi ad accorrere sul luogo dello schianto.

"Pino era una brava persona - racconta - un lavoratore dell’autotrasporto, dedito alla famiglia e agli affetti più cari. È assurdo che dopo milioni di chilometri in quasi quarant’anni di lavoro, in Italia e in tutta Europa, la sua vita si è conclusa a cento metri da casa, alla fine di una settimana di lavoro. Questo fine settimana sarebbe stato, come sempre, l’occasione per state con la moglie Marisa e la possibilità di poter far visita all’anziana mamma, la sorella e il fratello, gli amici e parenti, seppur dentro questo tempo difficile fatto di restrizioni e distanziamento. Sarebbe bastato fermarsi prima, svoltare su un’altra strada per evitare questo dolore ma il destino ha deciso diversamente. L’arrivo, come la partenza da questo mondo, resta un mistero a cui nessuno sa dare risposta".

"So che siamo stati lì, pochi minuti dopo l’incidente - continua il primo cittadino - e abbiamo cercato, in qualche modo, di proteggerlo anche dalla pioggia battente. Con un telo, posto sopra di lui, abbiamo pensato che ciascuna persona, negli ultimi istanti di vita, debba avere vicino qualcuno che lo accompagni anche solo con un silenzioso pensiero. Una tragica fatalità, quella che è accaduta e in coincidenza con un periodo che dovrebbe essere il tempo della speranza e della vita che riesce a sconfiggere tutte le difficili prove che si incontrano per strada".

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