Ospedale di Atessa, Associazione Malati Reumatici: "Riattivare il servizio sospeso per Coronavirus"

La richiesta arriva dopo la sospensione delle attività a causa della conversione in presidio Covid dell'ospedale di Atessa

Una lettera alla Regione e alla Asl per chiedere la riattivazione del servizio di attività specialistiva di reumatologia sospeso recentemente ad Atessa. Questa la richiesta da parte  di Silvia Tonolo, presidente associazione nazionale Malati Reumatici (ANMAR ONLUS) e Fiorella Padovani, presidente associazione Abruzzese Malati Reumatici "M. Alberti" (A.A.Ma.R. Onlus).

 "Desideriamo comunicarvi la situazione di profondo disagio - si legge nella lettera - conseguente allo stato di emergenza pandemia  che ha coinvolto i pazienti reumatici afferenti al Centro Antares all'interno dell'ospedale di Atessa". A causa del repentino riassetto emergenziale dell'ospedale, convertito in Covid-Hospital per separare i percorsi dei pazienti, tale riassetto ha comportato la sospensione  dell'attività specialistica di Reumatologia, regolarmente svolta da oltre 15 anni". 

Una situazione che rende impossibile la gestione delle malattie reumatiche difficili e delle terapie complesse. "In questi giorni drammatici - scrivono le assiciazioni - per questi pazienti spesso molto fragili  è evidente come sia di vitale importanza il centro stesso anche in termini di continuità assistenziale, e di riferimento interaziendale e interregionale, afferendovi sinora pazienti da Chieti e provincia, in particolare dalla Val di Sangro, Lanciano e Vasto e paesi limitrofi, nonché extra-Regione, in particolare Puglia e Molise".

Sono infatti 1400 le visite annuali svolte nel centro, all'interno del quale vengono seguiti oltre 100 pazienti "con malattie rare e difficili, in terapia infusionale avanzata con svariati farmaci biologici e vasoattivi oltre ai farmaci Dmard convenzionali a 'target', gestiti regolarmente da anni in regime ambulatoriale, assicurando ottimale livello assistenziale e diagnostico terapeutico. Attualmente, in conseguenza dello stato di emergenza attuale, molti di questi pazienti si trovano impossibilitati a proseguire le cure indispensabili per la loro malattia, e non possono accedere ai controlli necessari per la complessa gestione della loro patologia.La sospensione o la riduzione di questi trattamenti per alcuni mesi può esporre una moltitudine di pazienti a una riattivazione di malattia che rappresenta un fattore di rischio per la comparsa di infezioni".

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Le associazioni chiedono "la riapertura immediata del centro" anche altrove come ad esempio all'interno dell'ospedale di Lanciano "che risulterebbe logisticamente ben situato per la tipologia di pazienti afferenti distribuiti sul territorio".

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