L'appello del Cai: "Pulite la strada per il rifugio Pomilio, è punto di partenza per gli interventi di soccorso"

La sezione Majella del club alpino ha scritto alla prefettura e agli enti competenti, per lanciare un appello prima dell'arrivo dell'inverno

Il Pomilio a gennaio 2017, sommerso da 7 metri di neve

Il problema dura ormai da anni, ma questo inverno si cerca di tamponare prima dell’emergenza. Il nodo è la strada che porta al rifugio Bruno Pomilio, al Blochaus, struttura a 1.930 metri di altitudine sulla Majella, che è il luogo di partenza degli interventi del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, spesso insieme ad altre forza di polizia, in caso di problemi. Inoltre, per regolamento del Club Alpino italiano, è luogo di rifugio per chi ha necessità o bisogno di aiuto.

Per questo, la sezione Majella del Cai ha preso carta e penna per scrivere al prefetto di Chieti, alla Provincia, all’ente Parco nazionale della Majella e al Comune di Rapino, per ribadire l’annoso problema che ogni anno, alla prima nevicata, affligge il rifugio. La strada da Mammarosa al Blochaus, infatti, non viene pulita. Così, il Pomilio resta isolato e irraggiungibile.

Nel 2017, i gestori avevano chiesto aiuto ai cittadini, lanciando un crowdfuding per l’acquisto di un battipista. Qualche giorno dopo, c’era stata la valanga sull’hotel Rigopiano. In quei giorni difficili per l’intero Abruzzo, il rifugio Pomilio era rimasto bloccato a causa della neve e i gestori avevano lanciato un appello disperato. L'anno prima, avevano provveduto da soli a pulire la strada.

Ora, si cerca di prevenire, chiedendo un intervento prima dell’emergenza. Si legge nella lettera firmata dal presidente del Cai sezione Majella:

aSe fossimo costretti a chiudere il rifugio a causa della mancata apertura della strada nel periodo invernale, a chi dovrebbe rivolgersi il cittadino bisognoso di aiuto? Dovrebbe raggiungere a piedi Passo Lanciano o addirittura Pretoro? Da dove partirebbero i soccorsi considerando le intemperie invernali? Dove andrebbero a organizzarsi e/o pernottare i soccorritori in caso di interventi di lunga durata?

Il rischio è che alcune decisioni vengano prese a tavolino, non conoscendo le complesse problematiche inerenti il soccorso in montagna specie nella stagione invernale, non considerando quale ambiente pericoloso la Majella possa rappresentare in caso di cattivo tempo.

Il Cai fa notare anche che, la chiusura della strada, isolerebbe il rifugio causando un danno economico notevole a un esercizio pubblico che sopravvive dal 1929.

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