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Il faro di Punta Penna è il secondo più alto in Italia: la storia

Preceduto solo dalla Lanterna di Genova (76m) e seguito da quello di Trieste (68m), il faro situato a Vasto è stato costruito nel 1903 su disegno di Olindo Tarcione

I 70 metri d’altezza fanno guadagnare al faro di Punta Penna il secondo posto nella classifica dei fari più alti d’Italia. Preceduto solo dalla Lanterna di Genova (76m) e seguito da quello di Trieste (68m), il faro situato a Vasto è stato costruito nel 1903 su disegno di Olindo Tarcione.

Situato sul promontorio vastese, il faro si erge in questa zona perché considerata un punto strategico. Secondo gli esperti in materia, il sito costituiva un ottimo porto naturale, il più importante nell’area adriatica tra Ancona e Bari.

La sua costruzione è di stampo classico: è infatti considerato uno dei fari tradizionali più alti del mondo. Per tradizionale si intende un faro costruito con lo scopo principale di aiutare la navigazione, realizzata in cemento armato.

Il faro di Punta Penna è stato, diverse volte, ricostruito, difatti la struttura odierna non è quella originale. Si tratta, infatti, di una ricostruzione attuata dopo che l’esercito tedesco lo distrusse in ritirata. La demolizione venne completata due anni dopo e nel 1948 fu ricostruito e inaugurato nuovamente.

La costruzione del faro di Punta Penna ha una struttura in muratura a forma di torre, con due piani destinati per le famiglie dei due responsabili, che si occupano permanentemente del faro. Vanta anche una scala a chiocciola di 307 scalini, che portano alla sommità.

Curiosità sul faro di Vasto

Secondo la leggenda sotto il faro di Punta Penna di Vasto si trova la “grotta della Carnarejje”, all’interno della quale abiterebbero delle figure maligne. Pare, infatti, che ci siano dei diavoli che difendono un fantomatico tesoro. Di notte si udirebbero dei fischi spaventosi, utili per allontanare i possibili avventurieri.

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