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"Un Comitato per difendere Chieti contro l'ennesimo vile attacco"

Ancora una volta il Governo prende misure contro la cittá di Chieti e la sua Provincia e la nostra rappresentanza politica, dimostra di essere, ancora una volta, assolutamente nulla.

Infatti, il Viminale ha predisposto uno schema di Decreto riorganizzando il Ministero degli Interni, che prevederebbe il taglio di 23 Prefetture, tra cui quella di Chieti che verrebbe accorpata a quella di Pescara e quella di Teramo che verrebbe accorpata a L'Aquila. A questo punto non è escluso che alla lunga siano in pericolo anche la Questura e il Comando dei Vigili del Fuoco.

L'Abruzzo è in assoluto la Regione più penalizzata d'Italia, al pari del piccolo Molise e si pone, pertanto, il problema della debolezza e della poca influenza della nostra classe dirigente.

Ma prima per maggiore chiarezza, dobbiamo fare delle premesse.

Dal 1993, stiamo vivendo un momento storico di trasformazione e transizione, una sorta di nuova "Tarda Antichità", in cui le strutture dello Stato centrale, allora Romano, oggi Italiano, stanno sciogliendosi come neve al sole e intanto masse umane di disperati, ora, come 1600 anni fa, sono alle porte e premono per entrare. La storia, difatti, ha sempre i suoi corsi e ricorsi, anche se con lo sviluppo tecnologico che ha velocizzato le interazioni umane, ora questo processo è cosi veloce che molte persone non se ne sono mentalmente nemmeno rese conto o stentano a crederci.

Di questa fase epocale, i nostri politici e amministratori a tutti i livelli devono essere consapevoli e fare una scelta di campo ben precisa, se essere dalla parte della propria città, del proprio Popolo,del proprio territorio o mirare soltanto al proprio tornaconto personale.

E la storia che ci impone, in questo momento, una scelta, se essere dimenticati e scivolare via nell'oblio o essere ricordati nella memoria di questa città, di questa terra marrucina che qualcuno vorrebbe finanche brutalizzare e cancellare con un colpo di spugna, mistificandola.

A tal proposito, sorge spontaneo chiedersi alla luce delle ultime notizie apparse: dove sono le nostre rappresentanze parlamentari ? Con che criterio si taglia la Prefettura della Provincia più grande demograficamente d'Abruzzo? Anche il nostro Sindaco, Avv. Umberto Di Primio, a questo punto, deve scegliere se restare nell'NCD di Alfano, "alfiere" di questa riforma o stare dalla parte della nostra città; sono certo che il nostro Primo Cittadino sceglierà di stare dalla parte della sua gente. Ma, lo stesso discorso vale per tutti i politici e amministratori a tutti i livelli.

Non si tratta di fare solo una battaglia di campanile tra Chieti e Pescara o tra L'Aquila e Teramo, anche se, come diceva Andreotti, "a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si indovina", allora, forse qualche Parlamentare di Pescara potrebbe aver spinto in tal senso.

Si deve invece spiegare il motivo per cui su 23 ipotetici accorpamenti, il 10% viene fatto in Abruzzo. E perché l'Abruzzo è l'unica Regione che prevede un taglio del 50%. A fronte poi di minimi risparmi economici.

In una decisione simile non può contare solo il numero di abitanti, ma si dovrebbe anche considerare la complessitá di un territorio prevalentemente montano come quello abruzzese che non può rimanere sguarnito, tanto più in un momento che si annunciano nuovi arrivi di extracomunitari con la necessità, di far sentire maggiormente la forza ed il controllo dello Stato sul territorio.

Invece cosa si fa? Si decide, senza alcun senso, di chiudere due Prefetture, di cui una è quella del territorio più demograficamente rilevante (Chieti) e l'altra (quella di Teramo) è a circa 50 km da L'Aquila che ha già fin troppi problemi per il controllo di un territorio montuoso vastissimo, tra l'altro, in gran parte ancora devastato dal terremoto.

E' chiaro che, contro questo ennesimo attacco e scippo, paventato ai danni della nostra città dal Governo, che suona come una vera e propria sentenza di morte per la città di Chieti, i Teatini si devono opporre con tutte le loro forze, ciascuno in base alle proprie capacità e possibilità.

A tal fine, c'è bisogno di costituire un comitato di difesa civica permanente che di volta in volta si attivi per la tutela di Chieti e del suo territorio provinciale.

 Cristiano Vignali

Storico e Politologo teatino

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Commenti (1)

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