“La via celeste. Il filo rosso del destino”, a Chieti la presentazione del libro di Giovanni Liberato

“La via celeste. Il filo rosso del destino” è il nuovo libro di Giovanni Liberato edito dalla Edizioni Mondo Nuovo, che verrà presentato a Chieti il 28  marzo, alle ore 18, nella sala Belvedere del Grande Albergo Abruzzo, in via Asinio Herio, 20. Alla presentazione oltre l'autore, interverrannoPaolo Ciammaichella, Massimo Pamio, direttore editoriale della casa editrice Mondo Nuovo ed Enrico Faricelli, editore.

Giovanni Liberato è nato e vive a Chieti, dove ha conseguito la maturità liceale. Dottore in giurisprudenza, impegnato nel mondo dell’associazionismo, è stato tra i fondatori di Teate.net, sito di informazione online. Studioso di storia, di religione e di filosofia, ha al suo attivo diverse pubblicazioni.

L’autore ripercorre le vicende salienti della storiografia europea alla luce della rivelazione cristiana. Il Cristianesimo è raccontato dallo stesso nella sua doppia veste materiale e spirituale, attraversando nella carne viva dei personaggi storici sia le questioni di potere che quelle più prettamente intellettuali; come apparirà chiaro in lettura, il conflitto reale tra le due proposizioni si risolverà nel disegno provvidenziale e progressivo della storia attraverso i suoi meandri inestricabili. La ricerca dei perché si svolge sul terreno pratico dei fatti e delle idee che hanno dato il là a quegli avvenimenti che noi tutti studiamo sui manuali di storia. Il libro è suddiviso in nove capitoli di ricerca corredati da un’introduzione, da conclusioni e da un breve elenco di nomi di eminenti individualità “concatenate” lungo i secoli. Eccone l’indice: Introduzione 0. Prima dell’inizio 1. L’inizio 2. Cristianesimo celtico 3. L’America irlandese 4. L’Europa di San Colombano 5. La Sancta Res Publica 6. L’America vichinga 7. Il mondo nuovo 8. Celestino e gli Abruzzi 9. L’America italiana +1. Possibili conclusioni epocali / Lista della catena iniziatica – Note e fonti – Citazioni. La via celeste è filo rosso di questo percorso storico mosaicato da tanti eventi, la cui più evidente allusione, linguistica, rimanda a Celestino V, personaggio di snodo della traiettoria trascendentale europea. Il filo rosso, antica leggenda cinese, è il legame invisibile tra persone ed eventi destinati ad incontrarsi nell’ambito di un ordine universale significativo: non c’è caos laddove è il mistero. Secondo Giovanni Liberato, dunque, occorre avere l’umiltà della propria piccolezza per scrutare il cielo e pensare cose celesti, come del resto suggerisce l’altro sottotitolo dell’opera: “si coelestia meditaris”, che l’autore trae dall’arco di trionfo della Chiesa dei Celestini della sua città natale. La via celeste non è una mera costruzione dell’uomo, “insieme dei ponti tra isole significative della storia”, com’è scritto in introduzione, ma anche fonte d’ispirazione nel suo dispiegarsi attraverso vari inizi che hanno sempre un’origine. In quest’opera, il monachesimo assurge a soffio vitale di una religio slegata dal mondo e dalle sue regole, e i monaci sono visti come gli eredi e continuatori del movimento messianico che ebbe nell’Essenismo il vertice ascetico ancestrale. Si dispiega, tra le righe, la necessità tutta umana di creare una tradizione che sia “altra” rispetto a quella più comunemente accettata; la distinzione tra i due binari della via ferrata non agisce sulla verità, che è invero terreno comune, ma sull’esempio e sul bisogno di un insegnamento che sfugga alle convenzioni. Iscritto in questo filone storico-intellettuale integrativo, il Cristianesimo “maggiore” ci appare ormai noto nella sua essenza strutturale (relazionale) e interna (esoterica), anche se non altrettanto decifrabile rimane il perché delle sue forme. Come il lettore più accorto potrà da subito agilmente intuire, la centralità della narrazione occidentale si riverbera nella vecchia e nuova centralità dell’America comunque denominata. Diverse parti del tomo hanno come oggetto d’indagine il mondo nuovo, che è nuovo perché prima e sempre, all’inizio e in origine, vi fu un mondo antico. I nuovi europei sono gli Statunitensi, e su di loro ricade il messaggio da custodire e il lavoro da portare avanti. Il libro svela le antiche connessioni. Compito attivo del buon lettore sarà di scandagliare la ricorrenza, nelle fonti della mitografia cristiana, di alcune parole dovutamente segnalate dall’autore in grassetto nero. Le gesta di San Patrizio, patrono d’Irlanda, appariranno in tutta la loro valenza simbolica, alla stregua delle intrepide avventure transoceaniche di San Brendano, che Liberato ripercorre e reinterpreta. Sarà la volta del grandioso progetto europeo della Chiesa attraverso l’esempio pacificatore di San Colombano e l’opera cruenta dei Franchi. L’autore rilegge le saghe vichinghe dei mitici viaggi ad ovest, donando loro concretezza geografica e inserendole nei superiori piani divini guidati sottilmente da Roma. In Europa, verrà dapprima il mondo nuovo dei Cistercensi e dipoi la favola di Celestino, quali ultimi ed epocali tentativi di rinovellare il Cristianesimo. Il capitolo dell’America “italiana” dei Kennedy italo-irlandesi e dell’italianissimo Cristoforo Colombo, esaurisce temporaneamente il lungo percorso millenario nel segno petrino; nelle conclusioni, l’autore enuclea temi aperti sulla natura del Dio della storia, sulla trasmissione della conoscenza, sul linguaggio che modella il pensiero e sulla questione del potere, oggi e domani “questione americana”.

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