I tifosi neroverdi contro il presidente di Giovanni: "Nostro nemico chi entra in società con lui"

Non si calmano le tensioni contro il presidente, mentre la tifoseria tende la mano all'ex Trevisan, che ha espresso la sua volontà di riprendere le redini del Chieti calcio

Lo striscione degli ultras contro Di Giovanni comparso qualche settimana fa

Prima lo striscione contro il presidente Filippo Di Giovanni, ora il comunicato che dichiara senza mezzi termini: "Chiunque entri in società con Di Giovanni diventerà nostro nemico". Non accenna a placarsi la guerra del gruppo della tifoseria neroverde 89 Mai Domi contro il presidente del Chieti Calcio, che da qualche settimana viene osteggiato dagli ultras, in favore del ritorno del suo predecessore, Giulio Trevisan. 

Proprio quest'ultimo aveva invocato un suo segnale per un incontro promesso, ma ancora da definire e si era lasciato sfuggire una constatazione: "Ho l'impressione che non abbia tanta voglia di cedere la guida societaria". 

Tanto è bastato ai tifosi, che già da settimane chiedono al presidente di farsi da parte e lasciare la guida della squadra cittadina, per quella che viene ritenuta l'incapacità di portare avanti un progetto valido in un campionato impegnativo come la serie D. 

E gli 89 Mai Domi Curva Volpi, nella nota diffusa ieri sera, ci vanno giù duri:

Chieti non è terra di conquista per avventurieri e avvoltoi. 

Accusano poi Di Giovanni di

incapacità nel garantire stabilità ed efficienza alla Chieti Calcio. Il losco personaggio, a quanto pare, fa orecchie da mercante. Non vuole cedere la società, perché il suo unico obiettivo è lucrare sui nostri amati colori. Di Giovanni è il solito politicante da strapazzo che in questa città fa il bello e il cattivo tempo. La sua figura coincide in pieno con il modello del politicante teatino, il cui unico obiettivo è incamerare consensi anziché provvedere ai reali bisogni della città. 

Poi, l'affondo definitivo: 

Chiunque entri in società con Di Giovanni diventerà nostro nemico. 

E arriva anche la mano tesa a Trevisan, con cui i rapporti, ai tempi della sua presidenza, non erano stati idilliaci: 

In passato ci sono stati dissapori che ad oggi sono stati chiariti e messi da parte, se vuole ritornare al vertice della società è arrivato il tempo di concretizzare.

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