Gli assessori restituiscono le deleghe e Forza Italia si presenta a sorpresa, ma il consiglio è da rifare

Caos e proteste nella seduta di questa mattina, per il rinvio della delibera sul rendiconto, chiesto dal sindaco. Si torna in aula a ridosso di Ferragosto

L'infinita partita della politica teatina ha registrato stamani uno scacco matto, ma ai danni, forse, della città di Chieti. E non si è trattato neppure dell'ultimo round, perché i consiglieri torneranno in aula lunedì 12 agosto o, qualora dovesse mancare il numero legale, martedì 13 in seconda convocazione. Questo perché le dimissioni gridate e poi ritirate del sindaco Umberto Di Primio non sono bastate a siglare la pace con il gruppo consiliare di Forza Italia, che continua a pungolare il primo cittadino, affinché tolga la delega al Commercio all'assessora Carla Di Biase, recentemente passata a Fratelli d'Italia. 

Stamani, i cinque "ribelli" del partito di Berlusconi hanno chiarito che non si sarebbero presentati in aula, ben consapevoli che i loro sono voti pesanti e necessari per la tenuta della maggioranza. Una mossa che avrebbe determinato la mancata approvazione del rendiconto e la caduta della giunta Di Primio. Assenti anche Mario De Lio e Roberto Melideo dell'Udc e Donato Tacconelli (Ncd). 

Così, è arrivato il coup de théâtre: poco prima dell'appello in aula consiliare, si è riunita la giunta, nel corso del quale tutti gli assessori, con quello che il sindaco ha definito "un gesto di grande responsabilità", hanno riconsegnato le proprie deleghe a Di Primio. Così, una volta in aula, lui ha spiegato di voler ritirare la delibera in discussione, visto che la giunta è da ridisegnare e al momento non è noto chi abbia la delega alle Finanze [Guarda il video].

Immediate si sono levate le proteste veementi delle opposizioni, che hanno sollevato dubbi sulla legittimità del rinvio. Secondo il capogruppo del Movimento 5 stelle Ottavio Argenio ed Enrico Raimondi di "Chieti. Da Capo", che hanno citato il regolamento del consiglio comunale, la facoltà spetta solo alla maggioranza dei consiglieri, qualora non ci siano scadenze perentorie. Vivacissime le proteste del consigliere Alessandro Marzoli (Pd), che ha dato il via a un acceso battibecco con il sindaco, seguito da tutta la minoranza. Il caos ha spinto la vice presidente del consiglio comunale Nicoletta Di Biase a sospendere i lavori per oltre mezz'ora. 

Alla ripresa, poco dopo le 11, il colpo di scena inaspettato. In aula sono arrivati il capogruppo di Forza Italia Marco D'Ingiullo, la consigliera Maura Micomonaco e il presidente del consiglio Liberato Aceto. "Siamo venuti per senso di responsabilità - ha spiegato il primo - pronti a votare per il rinvio della delibera sul rendiconto, qualora questo sia sottoposto al consiglio". La loro presenza, ovviamente, non è passata inosservata all'opposizione, che ha fatto sentire la propria voce con un colorito "Decidetevi", accusandoli di tenere solo alle poltrone. Di fatto, questa è una mano tesa al sindaco Umberto Di Primio, a cui i dissidenti chiedono solo di indicare un nuovo assessore al Commercio. E da oggi a lunedì, data del prossimo consiglio, c'è tutto il tempo per le trattative che possano accontentare entrambe le parti, per non far cadere la giunta a governare la città fino al 2020, scadenza naturale del mandato. 

Alla fine, la presidenza ha accolto la richiesta del sindaco di rinviare la discussione sul rendiconto. E il consiglio si è chiuso tra le rumorose proteste della minoranza. [Guarda il video]

Dopo la fine della seduta, un altro colpo di scena: Troiano (Chieti. Da Capo) ha lasciato il suo gruppo.

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