Undici associazioni contro il divieto delle due ruote sul corso di Lanciano: la proposta

In tanti si uniscono all'appello di Lavenum, per modificare la contestata delibera emanata dallo scorso mese, che vieta il passaggio delle biciclette su corso Trento e Trieste

Dopo i Verdi, undici associazioni si uniscono per dire no al divieto di biciclette sul corso principale di Lanciano e presentano una proposta, con tanto di segnaletica e citazioni del codice della strada, per modificare la contestata ordinanza 406 del 22 ottobre. Questa vieta le due ruote su corso Trento e Trieste e nelle stradine limitrofe. 

All'appello dell'associazione Lavenum (Lanciano verso la nuova mobilità) si uniscono Fiab Pescarabici sezione di Lanciano, Comitato Piedibus Lanciano, Laboratorio sociale largo Tappia, associazione Nuova Atletica Lanciano, circolo Legambiente di Lanciano, Wwf Lanciano zona Frentana, associazione Auser Lanciano, associazione L'orda d'oro, società sportiva Us Lanciano scuola di ciclismo Moreno Di Biase. Altre associazioni sono in procinto di sottoscrivere la richiesta. 

Per Lavenum, vietare il transito su corso Trento e Trieste alla biciclette rappresenta "un pessimo segnale nei confronti della cittadinanza, perché fa passare l’idea che tali mezzi siano un intralcio ed un potenziale pericolo invece di rappresentare un formidabile strumento per risolvere i problemi di mobilità in città. Si alimenta inoltre un falso principio di separazione e una presunta contrapposizione fra due categorie, il pedone e il ciclista urbano, tra loro assimilabili e portatrici delle medesime istanze, che, con l’esigenza comune di ottimizzare la linearità degli spostamenti, hanno modo di constatare che la scelta alternativa all’automobile risulta molto spesso più conveniente persino in termini di tempo e di fatica fisica". 

L'associazione ritiene che questa scelta dell'amministrazione Pupillo sia una battuta d'arresto sul processo, peraltro condiviso, di trasformazione della mobilità urbana, invitando i cittadini a spostarsi con mezzi meno impattanti e più salubri. 

"Si continua a giustificare - prosegue l'appello - la scarsa propensione dei cittadini di Lanciano all’utilizzo della bicicletta con la conformazione orografica della città. Al di la delle considerazioni possibili su questo aspetto, è evidente che, allo stato attuale i ciclisti urbani, non rappresentano numericamente un problema tale da essere gestito con la separazione totale dalla pedonalità. Oggi come oggi la principale forma di politica per incentivare la mobilità ciclistica in città risulta prioritariamente quella di non ostacolarla".

Dunque, la proposta è di modificare l'ordinanza, definendo il tratto interessato "area pedonale" anziché '"percorso pedonale", così da consentire, come previsto nel Codice della Strada, "il passaggio delle biciclette con obbligo di precedenza e massimo rispetto per i pedoni, nonché con il dovere di scendere e trasportare il mezzo a mano ogni volta che motivi di alta frequentazione pedonale lo rendano necessario.Il codice fornisce quindi già la soluzione più idonea con il cartello area pedonale", incalza Lavenum. 

Qualora non si volesse modificare la definizione del percorso, la proposta è di introdurre la possibilità di passaggio delle bici come “eccezione” insieme alle altre, regolamentandola dettagliatamente con le indicazioni inserite nei pannelli integrativi della segnaletica stradale, consentendo il transito, con le dovute limitazioni, su tutta l'area oppure solo lungo le strisce grigie, peraltro già presenti nella pavimentazione. 

Inoltre, le associazioni invitano a prevedere stalli per le biciclette, da installare in piazza Pace e piazzale Dell'Arciprete, in corrispondenza degli stalli dell'ex bike sharing, per consentire ai ciclisti di lasciare il mezzo. 

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