Incendio discarica sequestrata, Partito Comunista: "C'è puzza di immondizia mafiosa"

Anche il Comitato in difesa del comprensorio vastese aveva gettato ombre sul rogo che si è sviluppato ieri mattina

Dopo l'incendio di ieri mattina nella discarica di contrada Valle Cena, a Cupello, il Partito Comunista invoca l'intervento della magistratura, per scoprire l'origine dell'incendio e per fare chiarezza sull'origine e la qualità dei rifiuti conferiti in una fase delicata delle indagini che, tre mesi fa, hanno portato al sequestro della terza vasca.

Come ieri il Comitato per la difesa del comprensorio vastese, anche il Partito parla di 

puzza di immondizia mafiosa nel fumo che si è levato questa mattina. Plaudiamo al tempestivo intervento dei Vigili del fuoco che è stato fondamentale per limitare l’incendio, ma di fatto l’azione messa in piedi è inquietante. Il silenzio assordante delle istituzioni e delle forze politiche della comunità di Cupello, che dura da troppi anni, deve oggi concludersi assieme alla mercificazione della salute dei cittadini di Cupello e degli altri comuni limitrofi.

Il Partito Comunista chiede trasparenza rispetto ai conferimenti in contrada Valle Cena che è diventata al pari di un carcere, una “società chiusa” alla quale hanno accesso pochi potenti e nella quale si consumano dei danni permanenti al popolo residente.

Il Partito Comunista, ritiene, inoltre, che si debba fare chiarezza anche sul rapporto che la società che gestisce l’impianto ha avuto con le istituzioni locali in questi anni; su quali misure intenda assumere il sindaco per tutelare la salute dei cupellesi.

I Comunisti ribadiscono la necessità di restituire questo impianto ai legittimi proprietari – il popolo – eliminando la presenza del privato in modo totale e definitivo da un settore delicatissimo come quello dei rifiuti. Mai un privato ha fatto l’interesse pubblico. E si augurano altresì, che la magistratura possa continuare le indagini senza indugio e/o impedimento alcuno.

Il partito Comunista invita tutto il popolo alla lotta e alla mobilitazione per difendere fino in fondo il diritto alla salute che trasversalmente la politica e l’imprenditoria locali stanno gravemente minacciando.

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