Di Primio lascia Ncd: "Non posso più condividere la strada con il centrosinistra"

La lettera del sindaco alla vigilia dell'assemblea nazionale

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio lascia il Nuovo Centro Destra, il partito di Alfano che ha contribuito a far nascere nel 2013.

L’annuncio nella lettera inviata ai componenti del coordinamento regionale del NCD: la senatrice Federica Chiavaroli, gli onorevoli Filippo Piccone e Paolo Tancredi e il consigliere regionale Giorgio D’Ignazio, alla vigilia dell'Assemblea Nazionale del Nuovo Centrodestra convocata per il 18 marzo a Roma. A rappresentare Chieti all'assemblea  sarà il consigliere comunale Roberto Melideo.

Ecco il testo integrale della lettera inviata da Di Primio: 

Carissimi amici,

a poco più di tre anni dall’ottobre 2013, quando in qualche segreta stanza romana si decise di sciogliere il PdL, mi trovo nuovamente a fare i conti con lo scioglimento del mio partito, il Nuovo Centro Destra.
Quando, alla fine del novembre 2013 fu decretata la fine del Pdl, ho deciso, con Voi e grazie a Voi, di essere tra i fondatori del NCD. L'ho fatto convinto perché ho intravisto nel nuovo movimento la mia nuova “casa politica”, costruita con i mattoni della mia militanza e fondata sui valori del centro destra, garanzia per l’oggi e testimonianza di un passato capace di generare futuro. Ho fatto quella scelta avendo sempre bene in mente da dove io e noi tutti venivamo e, soprattutto, con la inamovibile certezza che il NCD,  per usare le parole di Angelino, aveva “i piedi ben saldi nel centro destra”.

Non è stato facile giustificare a me stesso e ai nostri amici la presenza del PdL prima e del NCD poi all’interno di esecutivi a maggioranza PD. Siamo stati nel governo di “unità nazionale” di Letta, voluto dallo stesso Berlusconi, e, poi, persino con Renzi, autore di uno dei più indegni “golpe di palazzo” (ricorderete il famoso “Enrico stai sereno”); tutto questo per non consegnare il Paese al caos e nelle tremolanti e pericolose mani del populismo grillino e perché dovevamo fare le riforme poi.

Se tutto questo è vero - non rinnego nulla di ciò che ho fatto - è altrettanto vero che si è ormai conclusa una fase iniziata con le elezioni politiche del febbraio 2013.

Non è più possibile, l’ho detto nell’ultima riunione della segreteria regionale, condividere la strada con la sinistra o con il centrosinistra che dir si voglia. L’Italia che io immagino è diversa. Il mio dichiarato e visibile impegno, nonostante la diversa linea del partito, per il “no al referendum”, le mie ripetute prese di posizione da sindaco contro il governo Renzi ed il suo “giglio magico”, non sono mai state casuali, né frutto di preconcetti. 

Mai fatto segreto, poi, di non gradire affatto la linea ondivaga del partito rispetto al posizionamento politico. Saremo anche stati al governo col PD, ma quella stagione è definitivamente tramontata ed io ora come allora vedo solo nel centro destra un mio possibile impegno politico.

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