Aneddoti d'infanzia e storia del manager Marchionne al centro di un convegno

Nell'incontro organizzato dal Centro italiano femminile comunale di Chieti si sono scoperti i tanti volti dell'uomo e del professionista di origini teatine

Si è svolto in un clima di grande interesse e partecipazione emotiva l’incontro dibattito dedicato al manager nato a Chieti, Sergio Marchionne, che si è tenuto venerdì nella sala della Provincia. Organizzato dal Centro italiano femminile comunale di Chieti, il convegno si è aperto con i saluti del presidente della Provincia Mario Pupillo e del sindaco Umberto Di Primio. Il primo ha ricordato ciò che Marchionne ha fatto per l’Abruzzo e che la città di Lanciano che, in onore del manager, si è gemellata con Vaughan, non lontano da Toronto, dove riposano le sue ceneri. Il secondo ha sottolineato come Marchionne sia riuscito ad "aprire" delle porte (quelle di Chrysler) per altri inaccessibili, grazie al suo talento e alla consapevolezza delle proprie capacità, ma con la modestia e umiltà abruzzesi.

Uno spaccato storico è stato dato dal già segretario generale Cisl Raffaele Bonanni, che ha raccontato i retroscena e le grandi tensioni e preoccupazioni che hanno accompagnato le vicende dei due stabilimenti Fiat di Termini Imerese e Pomigliano D’Arco. Testimone diretto del difficile cambiamento del modello di contrattazione sindacale sostenuto dall’amministratore delegato Fiat per una maggiore competitività internazionale. Ha, poi, ricordato il rammarico di Marchionne per la situazione italiana: un Paese impantanato e incapace di rigenerarsi, diverso da quello che tra gli anni ’60 e ’70 era pieno di energie innovative.

L’altra relatrice, Tiziana La Monaca, dirigente Unicredit, ha ricordato la storia manageriale di Marchionne: amministratore delegato di Fiat dal 1° giugno 2004, trova un’azienda in totale inefficienza gestionale, al limite del fallimento, con perdite di 5 milioni di euro al giorno. Nel 2018, nel contesto della peggiore crisi finanziaria mondiale, lascia la Fca con 111 miliardi di euro di fatturato e 5 milioni di utile al giorno. Ci è riuscito con una visione industriale strategica, coinvolgendo e valorizzando con la responsabilizzazione le persone, eliminando così la gerarchia aziendale. 

Infine, il ricordo intimo e commosso dei suoi amici di infanzia che hanno condiviso gli anni teatini con Marchionne, prima che emigrasse con la sua famiglia in Canada. Romano Frezzini ricorda gli anni passati insieme nel quartiere Santa Maria, durante i quali frequentavano la chiesa di Sant’Agostino. Nel cortile del nuovo condominio “lu Cuccione”, come chiamavano allora Sergio, organizzava i tornei di calcio, formava le squadre in base alle capacità individuali assegnando a ognuno un ruolo: “Aveva già in mente la Fiat e noi eravamo i suoi collaboratori”. L’amico Vincenzo Perinelli racconta che Marchionne veniva di frequente in Abruzzo: “Quando andava in Sevel passava per Chieti e spesso facevamo puntate gastronomiche a Villa Celiera per mangiare gli arrosticini”.

Alla fine dell'incontro, la vicepresidente del Cif comunale di Chieti, Teresa Pietrantonio, chiede alle istituzioni di intitolare una strada o una piazza a Sergio Marchionne e invita chiunque lo abbia conosciuto a contattare la sua associazione al fine di raccogliere materiale da conservare per ulteriori studi.

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