Il Cup scoppia: lavoratori della Asl in stato di agitazione

La Cgil Chieti ha proclamato lo stato di agitazione del personale della Asl2, chiedendo l'avvio di un tentativo di conciliazione al Prefetto. A rischio i centri di prenotazione

Stremati da turni massacranti, senza sostituzioni né strumenti idonei e con responsabilità contabili di un certo livello, pur in assenza un quadro normativo di riferimento, i circa 70 lavoratori Cup (Centri Unici di Prenotazione) della Asl 2 Lanciano Vasto Chieti sono vittime da tempo di condizioni lavorative insostenibili.

Non passa giorno in cui non subiscano l’ira, spesso giustificata, degli utenti. Qui a giorni alterni arrivano le forze dell’ordine, l’ultimo episodio al Cup di Ortona: un utente ha quasi aggredito fisicamente chi dietro lo sportello non poteva dargli la risposta che cercava. E questo perché c’è una disorganizzazione alla base.

“A nulla sono valsi gli incontri con la Dirigenza della Asl - spiega Andrea Gagliardi, segretario generale Fp Cgil  Chieti – nel tentativo di trovare una soluzione conciliativa per ristabilire le normali condizioni di lavoro del personale del comparto, da qui la proclamazione dello stato di agitazione del personale e la richiesta di attivazione delle procedure di conciliazione previste dalla legge 146/90”.

A giorni ci sarà la convocazione dal Prefetto di Chieti, al quale la Cgil provinciale ha inviato una lettera, per tentare una conciliazione. “In caso contrario andremo avanti con lo sciopero – continua Gagliardi -  non dipende da noi se il direttore generale si avvale di collaboratori che non sono all’altezza della situazione e non attuano le decisioni prese”.

La Asl provinciale dispone di un Cup per ogni presidio ospedaliero, assieme ad altri otto centri di prenotazione distrettuali: alcuni di questi non sono stati informatizzati, ciò vuol dire che si possono prenotare solamente le prestazioni erogate da quel determinato distretto. “Questo dato è in controtendenza – sottolinea il sindacalista – vorremmo almeno avvicinare al cittadino la fase di prenotazione e di pagamento. Garantire un servizio migliore e condizioni di lavoro più umane: è questo che ci interessa, qui non si tratta di un problema economico. E se rimarremo inascoltati – conclude - arriveremo anche a chiudere degli sportelli”.
 

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