Il Tar accoglie il ricorso della Forest, ma non dà il via libera agli idrocarburi a Bomba

Il tribunale amministrativo ha riconosciuto che le considerazioni del Wwf e del Comitato dei cittadini "meritano di essere in linea di principio condivise"

Luciano Di Tizio

Accolto dal Tar di Pescara il ricorso della Forest Cmi spa contro il no del comitato Via al progetto di perforazione e coltivazione idrocarburi nel comune di Bomba. Ma la sentenza non dà il via libera al progetto, perché il tribunale amministrativo ha riconosciuto che le considerazioni del Wwf e del Comitato dei cittadini “meritano di essere in linea di principio condivise”.

La decisione parte dal rilievo che il comitato Via ha motivato in modo troppo laconico e superficiale il proprio giudizio. “Questo conferma – sostiene il Wwf Abruzzo – quello che sosteniamo da tempo: il comitato Via va profondamente riformato con un’apposita e urgente legge regionale fondata sui concetti della trasparenza e della partecipazione, e soprattutto deve cambiare radicalmente il proprio modus operandi, con istruttorie più approfondite, esaminando in ogni seduta solo poche e non decine di pratiche, con l’obbligo di sopralluoghi sul posto almeno per i progetti più importanti”. Solo così, secondo l’associazione ambientalista, si eviterebbero frequenti “bocciature” della magistratura per insufficienti approfondimenti.

"Il Tar – spiega l’avvocato Herbert Simone, legale del Wwf -  ha accolto il ricorso perché il Comitato Via ha reso una motivazione troppo superficiale e stringata, che non controbatte gli studi della Forest. In particolare il Giudice Amministrativo ha ritenuto espressamente degne di attenzione le deduzioni difensive del Wwf e del Comitato in ordine ai limiti metodologici e alla inidoneità previsionale degli studi presentati da Forest, ma allo stesso tempo ha richiamato la nota regola per cui non si può integrare in giudizio la motivazione insufficiente del provvedimento amministrativo".

"La sentenza – spiega il presidente regionale dell’associazione, Luciano Di Tizio -  non consente di realizzare il progetto della Forest che continueremo ad avversare in ogni sede, ma impone alla Regione di rinnovare integralmente il procedimento di valutazione di impatto ambientale e di esprimersi in ordine agli studi della Forest e a quelli, opposti, del Wwf e del Comitato Gestione Partecipata del Territorio. Confidiamo che il parere negativo venga confermato con una motivazione "a prova di bomba" e che la nuova amministrazione regionale ponga mano al dolente argomento della gestione del Comitato Via: i cittadini non possono rischiare che progetti così devastanti vengano approvati solo a causa delle gravissime disfunzioni organizzative del Comitato".

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