Francavilla: sfuma la vendita della piscina, a breve un nuovo bando

La Progetto sport, affittuaria dal 2000 e unica società ad aver presentato un'offerta, rinuncia dopo aver versato un acconto da 320 mila euro. I servizi sono tuttora garantiti e il sindaco annuncia che la gara ripartirà

Sfuma la vendita della piscina comunale di Francavilla al Mare con il dietrofront della società pescarese Progetto sport, che gestisce l’impianto nel 2000.

A maggio di un anno fa la ditta era stata  l’unica a formulare un' offerta al bando per la gestione, che partiva da una base d’asta di 3 milioni e 200 mila euro. Pur avendo rialzato di 1 solo euro, la Progetto sport avrebbe vinto la gara, in scadenza a dicembre 2012 e poi prorogata fino ad aprile 2013.

Un’offerta che sembrava concreta, considerato il fatto che era già stato versato un acconto di 320 mila euro, ormai perso con la rinuncia. Sebbene si sia tirata indietro, la società continua a garantire il funzionamento della piscina, che attirerà un numero maggiore di utenti nella stagione estiva con il ripopolamento di Francavilla. 

Il problema più grande, ora, è far fronte al duro colpo inferto alle casse comunali, che all’improvviso non possono più contare su quasi 3 milioni di euro, che avrebbe certamente dato respiro ai conti esigui. La giunta Luciani sta pensando di emanare un nuovo bando, ma dall’opposizione arrivano critiche pesanti. 

Il consigliere Franco Moroni, in particolare, prevede un futuro cupo per il comune: “Si aprirà un ulteriore contenzioso per l'amministrazione – dice -  in quanto l'attuale gestore, che ha avuto la furbizia di farsi riconoscere dalla giunta le migliorie che nel corso degli anni ha eseguito all'interno della struttura, chiederà sicuramente di essere liquidato per un importo di circa 450 mila euro”. E ancora accusa: “Tutti i tentativi politici di fare cassa falliscono, con la conseguenza che questa amministrazione sta pilotando il Comune verso un futuro dissesto finanziario”. 

Ma il sindaco Luciani si difende: “La piscina, sulla cui gestione si è già pronunciata la Corte dei Conti condannando gli amministratori dell’epoca, è un problema complesso e la mancata vendita non è certamente da addebitare alla nostra amministrazione, che si è adoperata con tutti i mezzi consentiti dalla legge affinché l’operazione andasse a buon fine”. Assicura che i 320 mila euro già incassati dalla società serviranno a “pagare una minima parte dei debiti ereditati dal passato” e che a breve sarà pubblicato un nuovo bando.  Poi replica alle critiche dell’opposizione annunciando un incontro con i cittadini alla fine dell’estate per discutere del bilancio comunale, documenti alla mano. 

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