Parco della Costa teatina, sindaci contro il commissario De Domicis

I primi cittadini di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Villalfonsina scrivono al ministro dell'Ambiente per criticare il progetto provvisorio di perimetrazione, che non ha tenuto conto delle volontà dei cittadini. E lanciano accuse durissime

Una lettera indirizzata al ministro dell’Ambiente e firmata dai sindaci di San Vito Chietino (Rocco Catenaro), Rocca San Giovanni (Gianni Di Rito) e Villalfonsina (Mimmo Budano) per criticare quanto realizzato da Pino De Dominicis, commissario incaricato di predisporre la perimetrazione provvisoria del parco nazionale della Costa Teatina e per dirsi pronti a dare battaglia contro le decisioni che saranno prese.

Nel documento i sindaci si ribadiscono contrari all’istituzione del parco, e in particolare alla creazione di un direttivo dell’ente che, secondo le intenzioni, sarà un organo che escluderà i sindaci dalla gestione del territorio. Inoltre sollevano un nodo non da poco: il Commissario, nella realizzazione del progetto, non si è mai consultato con i sindaci dei Comuni interessati, che ha incontrato solo una volta a Fossacesia lo scorso 5 dicembre, né con le amministrazioni che rappresentano le comunità locali.

“Questo – dicono Catenaro, Di Rito e Budano - è un aspetto assolutamente rilevante perché, oltre alla Regione, i Comuni, in quanto espressione diretta dei cittadini, sono gli unici soggetti ai quali la legge sull'istituzione dei parchi attribuisce potere-dovere di partecipare al procedimento di istituzione del parco e che, quindi, il Commissario avrebbe dovuto obbligatoriamente consultare costantemente, tra l'altro con modalità ufficiali e non attraverso incontri che, semmai ci sono stati con gli altri sindaci, si sono svolti nel chiuso di una stanza ed in modo assolutamente informale”.

A questo si aggiunge il fatto che non sono stati consultati neanche gli uffici tecnici comunali, eppure per acquisire elementi conoscitivi e tecnico-scientifici. Né tantomeno ai Comuni è stata trasmessa la cartografia della proposta di perimetrazione o delle aree di protezione graduale individuate. Solo in una nota arrivata giovedì (30 aprile), il commissario ha fatto sapere ai Comuni che “avrà cura di inviare al più presto copia del suo lavoro”.

“Ancor più grave – proseguono i sindaci - è il fatto che, come risulta nella citata missiva, il Commissario ha anche predisposto, non si comprende con il contributo di quali soggetti, delle ‘Misure di salvaguardia’ andando, quindi, ben oltre il compito affidatogli con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri limitato, invece, alla delimitazione provvisoria del parco”.

I primi cittadini accusano duramente De Dominicis di “operato dirigistico”, per non aver coinvolto gli enti locali e di aver tenuto in considerazione solo la volontà di alcune associazioni e movimenti, “anche perché avranno diritto ad una comoda poltrona nell’organo che avrà pieni poteri nella gestione del Parco ovvero il direttivo dell’ente Parco”.

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“La decisione del Commissario – concludono - si evidenzia incoerente e farraginosa e non potrà che essere fortemente contrastata dalle nostre Amministrazioni in ogni sede anche per una sottolineatura di rilevanza costituzionale per mancata ottemperanza ai principi costituzionalmente protetti (artt.5, 117 e 118 della costituzione) di leale cooperazione, autonomia e decentramento”.

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