Incendio discarica, il Wwf chiede nuove analisi

A 4 mesi dal rogo doloso di Colle Sant'Antonio, l'associazione scrive alla Asl e ai sindaci di Chieti, Bucchianico e Casalincontrada, affinché sollecitino Asl e Arta a ulteriori approfondimenti a tutela della salute pubblica. A rischio sarebbero soprattutto le coltivazioni di olive

A 4 mesi dall’incendio della discarica abusiva di Colle Sant’Antonio, il Wwf invoca nuove analisi sui prodotti agricoli coltivati in zona. Terminati gli interventi di emergenza, infatti, la situazione è ferma ai primi giorni di luglio “con i cittadini - denuncia l’associazione - loro malgrado coinvolti abbandonati a se stessi”. 

In questi mesi ci sono state due riunioni pubbliche in piazza, con i sindaci dei tre comuni interessati e, ad una delle due, anche una funzionaria dell’Arta, per placare gli animi e i timori. Ma alcuni residenti delle aree circostanti hanno fatto analizzare, a proprie spese, e ripetutamente nel tempo, i prodotti: i risultati evidenzierebbero tracce di contaminanti

“Da parte nostra – sottolinea il presidente del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco – non possiamo che elogiare chi, coscienzioso, si sta facendo carico delle spese per le analisi, ben sapendo che in caso di contaminazione dei raccolti oltre al mancato guadagno, o comunque all’impossibilità di utilizzazione dei prodotti, dovrà accollarsi anche le spese del conferimento in discarica. Tutto questo per una situazione certamente creata da altri, a cominciare dalle autorizzazioni a suo tempo assurdamente rilasciate per una attività di stoccaggio provvisorio di rifiuti speciali in una zona agricola”.

Ad avere la peggio sarebbero le coltivazioni di ulivo: qualora i risultati fossero confermati, si rischierebbe una grave difficoltà economica per le famiglie. Tanto più che non tutti i coltivatori hanno disposto analisi sulle proprie piante. “Non c’è alcuna certezza sulle zone realmente coinvolte - accusa il Wwf - a causa del pressappochismo degli interventi di emergenza che non hanno previsto controlli sui venti né l’elaborazione di modelli atti a individuare le aree maggiormente interessate dalle ricadute dei fumi e delle ceneri”.

“Oggi - prosegue la presidente - siamo in una situazione assurda. I piccoli produttori corretti e prudenti che hanno ordinato analisi tuteleranno la salute propria e altrui, rischiando danni economici anche cospicui. Coloro che, al contrario, consapevolmente ma a volte senza neppure saperlo, utilizzeranno per sé o per altri prodotti eventualmente contaminati potrebbero mettere a rischio la salute propria e degli altri. E il problema potrebbe ripercuotersi anche sui frantoi generando un effetto a catena”.

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Per questo l’associazione ha scritto al Sian (Servizio igiene degli alimenti e nutrizione) della Asl, affinché intervenga di nuovo con ulteriori controlli a tutela della salute pubblica, e ai sindaci di Chieti, Bucchianico e Casalincontrada, affinché sollecitino Asl e Arta. “Confidiamo – conclude la presidente Di Francesco – in un intervento dei sindaci, che del resto in assemblea si erano impegnati a non lasciare soli i cittadini. E intanto sollecitiamo anche l’intervento del prefetto al quale già da qualche settimana, a nome di diverse associazioni, abbiamo chiesto un incontro sul problema”.

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