Come Angelina Jolie, anche alla Asl di Chieti si può fare il test genetico per i tumori al seno e all'ovaio

Si tratta dell'analisi delle sequenze genetiche consigliata a donne con storia familiare per tumore, oppure che abbiano sviluppato un carcinoma mammario in età giovanile, e comunque prima dei 50 anni

Una notizia confortante per le donne affette da tumore al seno e all’ovaio. La Asl Lanciano Vasto Chieti ha attivato il percorso per effettuare i test BRCA 1 e BRCA 2, geni a cui è associato un aumentato rischio di sviluppare il cancro. L’analisi di tali sequenze genetiche è particolarmente indicata in donne con storia familiare per tumore mammario o ovarico, oppure donne che abbiano sviluppato un carcinoma mammario in età giovanile, e comunque prima dei 50 anni.

Il riscontro genetico, dunque, è importante sia per le pazienti stesse sia per le loro familiari sane che, in caso di mutazione accertata, possono adottare misure di prevenzione utili a scongiurare la possibilità di ammalarsi o alla diagnosi tempestiva del tumore allo stadio iniziale. Il test è lo stesso divenuto noto al grande pubblico dopo che l’attrice Angelina Jolie, una volta scoperto di essere portatrice della mutazione genetica, comune ad altre donne della sua famiglia decedute per un cancro, aveva scelto di sottoporsi a due interventi chirurgici per l’asportazione di entrambi i seni e delle ovaie.

Spiega Domenico Angelucci, direttore dell’Anatomia patologica del Centro senologico certificato Eusoma della Asl:

Nella nostra azienda, ora è possibile eseguire il test grazie a una partnership con il laboratorio di Genetica medica dell’università d’Annunzio, diretto da Liborio Stuppìa, professore ordinario della stessa materia. Si tratta di un importante passo avanti in campo oncologico, perché l’accertamento della mutazione consente di mettere in atto misure di prevenzione e sorveglianza efficaci nella popolazione sana, così come in quella malata il ricorso a trattamenti farmacologici e chirurgici mirati. L’identificazione di alterazioni di questi geni in soggetti in età giovanile porta a un abbattimento della mortalità e anche della possibilità di ammalarsi.

Com’è noto, il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nella donna e in Italia circa otto donne su 100 sviluppano un tumore mammario.

Si stima che circa il 7-8% dei soggetti con questa patologia abbia una predisposizione genetica ereditaria, associata alle mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, implicati anche nel cancro dell’ovaio.

Le donne che hanno interesse per il test devono rivolgersi al Centro senologico di Ortona, che provvede a una prima anamnesi prima di inviare la paziente al laboratorio di Genetica medica.

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