Fossacesia ricorda la strage di Capaci: lenzuolo bianco al municipio e alle finestre delle abitazioni

Raccolto l'invito di Maria Falcone, sorella del giudice ucciso 28 anni fa, nella giornata della legalità

Giovanni Falcone, il magistrato ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992

L’amministrazione comunale di Fossacesia aderisce all’iniziativa lanciata da Maria Falcone, presidente della fondazione Giovanni Falcone, in collaborazione con l’Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia), e in occasione della giornata dela legalità, esporrà un lenzuolo bianco sulla facciata del palazzo di città sabato 23 maggio.

Una data simbolo, anniversario della strage avvenuta 28 anni fa a Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.

Afferma il sindaco Enrico Di Giuseppantonio: “Partecipiamo con convinzione all’iniziativa promossa da Maria Falcone, che quest’anno ha voluto creare un collegamento ideale tra il sacrificio delle donne e degli uomini che per servire lo Stato hanno perso la vita per mano mafiosa con il coraggio e l’impegno dei tantissimi operatori della sanità, dei volontari, delle forze dell'ordine statali e locali e di tutti coloro che sono stati in prima linea sia nel soccorso e nella cura delle azioni di contrasto e di contenimento del virus. È il modo migliore di far rivivere l’eredità morale e il messaggio di speranza che ci ha lasciato Giovanni Falcone“.

Alle 17.57 di sabato, l’ora in cui nel 1992 avvenne l’attentato, verrà osservato un minuto di silenzio e il sindaco Enrico Di Giuseppantonio indosserà la fascia tricolore, simbolo dell’unità nazionale e dei nostri valori costituzionali, per commemorare la strage di Capaci. I cittadini potranno partecipare, distendendo fuori delle finestre e dei balconi, sempre alle 17.57, un lenzuolo bianco.

“È quanto mai importante tenere alta l'attenzione perché, se alcune forme di illegalità col lockdown hanno subito uno stop, ora bisogna alzare una barriera istituzionale per fare in modo che i capitali della mafia non vadano a intaccare un tessuto sociale e imprenditoriale fortemente messo in crisi dall'emergenza del virus. Ognuno di noi ha il compito di vigilare con attenzione e serietà", sottolinea l’assessore Comunale alla Cultura, Maura Sgrignoli.

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