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Domenica, 16 Giugno 2024

VIDEO | "I criminali senza scrupoli utilizzavano metodi paramilitari per le rapine": la polizia teatina sugli arresti degli assaltatori del caveau

Il blitz è scattato questa mattina alle 4 e ha visto l'impiego di oltre 300 uomini

Un blitz scattato questa mattina alle 4 che ha portato all'arresto di sei persone. La polizia ha eseguito,questa mattina, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le Indagini preliminari de L’Aquila, su richiesta della procura distrettuale antimafia de L’Aquila, a carico di 6 persone, nonché l’esecuzione di un decreto di perquisizione emesso a carico di 23 soggetti, tutti indagati nell’ambito del medesimo procedimento penale.  

Gli arresti sono avvenuti uno nel Chietino, uno nel Pescarese, tre nel Foggiano e uno in provincia di Andria.

L’operazione, condotta dalle squadre mobili delle questure di Chieti e Foggia e dal Servizio centrale operativo della direzione centrale anticrimine, ha riguardato le indagini, avviate nel 2022, che, supportate da importanti attività tecniche, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti di numerosi soggetti, in prevalenza di origine cerignolana, ritenuti responsabili della rapina commessa il 24 marzo 2022, a San Giovanni Teatino da un gruppo armato composto da circa 20 persone, ai danni dell’Istituto di Vigilanza Ivri-Sicuritalia.

L’assalto era stato perpetrato con modalità paramilitari, con l’utilizzo di armi corte e lunghe, anche fucili mitragliatori del tipo Ak 47, conosciuti anche con il nome di kalashnikov, e l’abbattimento, con un escavatore appositamente trasportato in loco, della recinzione perimetrale della sede della società e la demolizione della parete esterna della “sala conta”, attraverso la quale i malviventi erano penetrati all’interno della struttura.

Nell’occasione, erano stati esplosi decine di colpi di arma da fuoco per impedire qualsiasi reazione da parte, non solo delle 14 guardie giurate in servizio in quel momento, ma anche di eventuali altre persone presenti.

L'azione aveva consentito ai malviventi di portare via circa 4,8 milioni di euro in contanti presente in quel momento nella sala conta.

Per commettere il reato e per guadagnare la fuga, i malviventi bloccarono tutta l’area adiacente all’Istituto nonché l’intero raccordo autostradale Chieti – Pescara, di fatto paralizzando per ore il traffico in entrata ed in uscita dalle due città, sia cospargendo il manto stradale di chiodi a quattro punte che posizionando di traverso numerosi mezzi pesanti appositamente dati alle fiamme creando ben otto blocchi stradali.

Nel corso di tutta l’azione criminosa, alcuni automobilisti, sotto la minaccia delle armi, vennero rapinati dei propri mezzi di locomozione.

L’attività di indagine, avviata nell’immediatezza dalla Squadra mobile di Chieti e dal Servizio Centrale Operativo, con la importante collaborazione della Squadra mobile di Foggia, è  proseguita nei 18 mesi successivi alla commissione del reato ed ha consentito di individuare un gruppo criminale ritenuto responsabile dell’assalto, composto da circa 30 malviventi e di raccogliere gravi elementi indiziari in particolare a carico di 6 soggetti, nei confronti dei quali è stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, in prevalenza pregiudicati cerignolani storicamente dediti a tale tipologia di reati, ma anche basisti locali abruzzesi.

I reati contestati a tutti gli indagati sono quelli di rapina aggravata, blocco stradale, ricettazione, riciclaggio, incendio, detenzione e porto di armi, simulazione di reato tutti aggravati dal metodo mafioso di cui all’ articolo 416 bis 1 del codice penale.

L’operazione ha interessato le province di Chieti, Teramo, Pescara, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani e Napoli, ed ha visto l’impiego di oltre 300 uomini della polizia, tra personale appartenente al Servizio centrale operativo, alle squadre mobili, ai reparti prevenzione crimine, alla polizia scientifica, ai reparti volo di Pescara e Bari, alle pattuglie unità operative pronto intervento e che ha inoltre visto l’impiego di unità cinofile antidroga ed antiesplosivo.

Oltre alle perquisizioni delegate dalla competente autorità giudiziaria, durante le fasi esecutive, nell’area cerignolana, si è reso necessario procedere ad ulteriori perquisizioni d’iniziativa alla ricerca di armi ed esplosivi.

Gli arrestati sono stati trasferiti nei carceri di Chieti, Teramo, Foggia e Trani.

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