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Il lockdown a casa col 'nemico': calano a Chieti le chiamate al centro antiviolenza -VIDEO

Durante il lockdown di marzo sono diminuite le richieste d'aiuto da parte delle donne, costrette all'interno delle case con i propri mariti o compagni violenti

 

In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la cooperativa Alpha rappresentata da Maria Laura Di Loreto, patrocinata dal Comune di Chieti, ha presentato il report relativo al progetto sull’inserimento lavorativo delle donne prese in carico dal centro antiviolenza.

Durante il periodo del lockdown causato dalla pandemia Covid-19 le richieste di aiuto arrivate dal “numero antiviolenza e stalking 1522”, nel mese di marzo 2020, sono drasticamente diminuite seguendo l'andamento nazionale: la riduzione delle telefonate al 1522 si è attestata intorno al 60%, comparato con lo stesso dato relativo all'anno precedente.

"La motivazione di tale drastico andamento in diminuzione - spiega Maria Laura Di Loreto - è da attribuire alla situazione di costrizione all'interno delle case con i propri mariti o compagni violenti che ha impedito alle donne di avere anche solo un momento di isolamento dal maltrattante per poter chiamare anche solo per informazioni".

Nei mesi di aprile e di maggio 2020, invece, le richieste sono aumentate del 30% rispetto all'annualità precedente, anche a motivo delle campagne di sensibilizzazione nazionali e regionali attraverso i social network e dopo aver valutato e comunicato da parte del Centro Antiviolenza piccole accortezze comunicate alle donne per poter comunque contattare i numeri utili.

Sul reinserimento lavorativo delle donne prese in carico dal Centro Antiviolenza, il 50 % (3 su 6) nel 2020 hanno visto il tirocinio tramutarsi in un contratto di lavoro a tempo indetereminato. 

"I passi fatti sono di certo una importante realtà, ma dovranno essere potenziati - così il sindaco Diego Ferrara e l'assessore alle Pari opportunità Giancarlo Cascini - L'intenzione di questa Amministrazione è agire per la parità attraverso un'azione integrata, che parta daì diritti e riconosca i doveri di chi può agevolare percorsi inclusivi e a tutela delle donne e di tutti gli altri soggetti che vivono condizioni di svantaggio. Sarà una delle nostre priorità mettere in campo scelte e progetti che vadano ín questo senso, capaci di dare risposte a problemi concreti e non solo un'attenzione di facciata".

Il 25 novembre cì da l'occasione per riflettere non solo sulla violenza sulle donne, tematica certamente centrale oggi, ma anche sull'importanza dì vivere sereni ed in armonia nel nostro contesto familiare - così l'assessore all'Innovazione sociale Mara Marette - sappiamo che durante il precedente lockdown la tenuta delle famiglie è stata messa a dura prova, l'aumento della violenza in ambito domestico e delle separazioni ne è la prova. Per questo motivo, la costrizione a casa e soprattutto l'impoverimento, la perdita della routine giornaliera possono favorire l'insorgere di conflittualità, e laddove già presente, acuirla. Stiamo infatti, progettando e tra breve sarà attivo, un servizio di pronto intervento sociale capace di monitorare e rispondere alle esigenze delle famiglie durante l'emergenza sanitaria, in rete con il centro antiviolenza e le associazioni operanti sul territorio". 

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