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Dantedì, Pierluigi Di Clemente e i suoi alunni recitano i canti di Dante sul web [VIDEO]

Il docente di San Giovanni Teatino ha coinvolto i suoi ragazzi in un video corale condiviso dedicato al sommo poeta

 

Leggere insieme la Divina Commedia di Dante in una sorta di video corale condiviso. L'idea è stata messa in campo da Pierluigi Di Clemente, docente 41enne di San Giovanni Teatino (suo padre Giorgio Di Clemente è il vicesindaco comunale) che insegna italiano e latino al Liceo Scientifico e Musicale 'Farnesina' di Roma. Insieme ai suoi alunni si è alternato nella lettura del primo canto dell’inferno per celebrare il Dantedì, la giornata dedicata al sommo poeta.

Un’idea nata sulla scia della teledidattica che vede la scuola proseguire le sue attività online. “Tutto è partito da una conversazione Whatsapp – spiega Di Clemente - avevamo bisogno di qualcosa che ci facesse sentire uniti. Agli studenti l’ambiente scolatico manca, per loro è una forte esigenza: lo stare insieme, il senso i comunità”

Il docente di San Giovanni Teatino che si occupa anche della laboratorio teatrale della scuola ha fatto la sua proposta che i suoi allievi hanno colto al volo. “Hanno dovuto imparare il testo e recitarlo – racconta l’insegnante – tutto questo è frutto di un rapporto ‘più umano’ che si è venuto a creare in queste settimane. Ci si sente anche al di fuori degli orari di scuola. Siamo divisi da uno schermo ma è più grande la voglia di stare insieme”.

La tecnologia viene a supporto della didattica. “Lo smartphone non è più strumento di isolamento o evasione, è divenuto mezzo di condivisione. Senza la tecnologia non potremmo fare lezione o recitare Dante. E anche un modo per sorridere in una situazione disagiata”.

Sul futuro della scuola legata proprio alla teledidattica Pierluigi Di Clemente ci vede “un cambio di metodologia, un impatto più elastico – dice il docente – possiamo avere un piano B in tutte quelle situazioni in cui la scuola, per cause di forza maggiore, deve fermare la didattica frontale. Sempre in appoggio all’insegnamento tradizionale che reste quello non filtrato da uno schermo”.    

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