Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...

Cucciolo di orso ritrova la madre nel Parco Nazionale d’Abruzzo [VIDEO]

Un caso mai documentato in Italia (video: Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise)

 

Una storia a lieto fine al Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise dove  un cucciolo di orso marsicano è riuscito a ricongiungersi con la mamma.  Il tutto grazie all'intervento dei tecnici del Parco, che hanno operato in costante contatto con l'Ispra e il Ministero dell'ambiente, il caso si è risolto in pochi giorni in un'operazione di particolare rilievo scientifico, dal momento che sono pochissime le esperienze di questo tipo su scala internazionale. 

Non appena è giunta la segnalazione della presenza di un cucciolo solo a bordo strada all'interno del Parco, è stato immediatamente attivato un team di tecnici del Parco che ha tenuto sotto osservazione l'esemplare per capire l'accaduto e hanno poi messo in campo tutte le azioni necessarie per favorire il ricongiungimento del cucciolo con la madre. 
Durante il monitoraggio per la conta delle femmine con i cuccioli, infatti, i biologi del Parco nazionale avevano verificato nella stessa area la presenza di due nuclei familiari. Si è proceduto, quindi, a catturare meccanicamente il cucciolo, senza anestesia per ridurre al minimo le manipolazioni.

E' stato poi rilasciato in quota in un'area dove erano state avvistate le femmine, attratte dalla presenza di cespugli di ramno, di cui gli orsi sono particolarmente golosi: il piccolo è apparso subito reattivo e si è allontanato immediatamente dagli operatori. Nei giorni seguenti il personale del Parco ha tenuto sotto osservazione l'esemplare dal tramonto all'alba e si è atteso che il cucciolo si fosse ricongiunto ad una femmina con due piccoli. Il monitoraggio è proseguito fino a pochi giorni fa per verificare che i tre cuccioli fossero sempre insieme alla madre. Il ricongiungimento è avvenuto riducendo al minimo i contatti degli operatori con il cucciolo in modo da prevenire l'insorgere di comportamenti di confidenza con l'uomo (che rappresentano un forte rischio per il successo delle operazioni di recupero degli orsi). Si è, inoltre, riusciti ad evitare l'anestesia e la marcatura del piccolo, minimizzando ogni possibile stress. 

“Questa storia a lieto fine, diversamente dall'altra – dichiara il Vicepresidente del Parco Augusto Barile - ci offre uno spunto per ragionare sulla necessità di rispettare le regole e le indicazioni dell'Ente Parco. La chiusura temporanea di alcuni sentieri che attraversano i ramneti cosi come il divieto di abbandonare i tracciati ufficiali hanno proprio lo scopo di garantire la tranquillità degli orsi in questa fase critica del ciclo vitale. La conservazione dell'orso dipende da ciascuno di noi".
 

Potrebbe Interessarti

Torna su
ChietiToday è in caricamento