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Video I Grande festa in centro per il Carnevale della tradizione

Nonostante il vento gelido tantissime le famiglie in centro e bagno di coriandoli per i bambini. L'evento, organizzato dall'associazione "Camminando insieme", ha visto la partecipazione dell'associazione culturale "il cervo" di Castelnuovo al Volturno (Isernia) che ha fatto rivivere l'antichissima pantomima dell'animale

 

Nonostante il vento gelido tantissime le famiglie in centro e bagno di coriandoli per i bambini. L'evento, organizzato dall'associazione "Camminando insieme", ha visto la partecipazione dell'associazione culturale "il cervo" di Castelnuovo al Volturno (Isernia) che ha fatto rivivere l'antichissima pantomima dell'animale.

Nel Carnevale popolare teatino la figura predominante è il Pulcinella “lu Pucenelle il cui abito bianco decorato con nastri colorati, rappresenta l’uscita dal buio dell’inverno e il’arrivo luminoso della primavera. I campanacci legati alla cintura servono a tenere lontani gli spiriti che evocano il freddo e il gelo della cattiva stagione.

L’alto cappello conico simboleggia il desiderio di avvicinamento alla divinità e contemporaneamente è un simbolo fallico, mentre i pon pon colorati si identificano con il seme che feconda terra e vita animale.

Quest’anno è stata ospite di Camminando insieme l’associazione “Gl’ Cierv” di Castelnuovo al Volturno, un borgo in provincia di Isernia, alle pendici delle Mainarde: è stato rappresentato l’antichissimo rito dell’uomo cervo che simboleggia anch’esso la rinascita della natura attraverso la morte. Dai boschi scendono strane creature simili a streghe, che portano scompiglio nel villaggio. Esse sono seguite dalla devastante e oscura figura del Cervo che semina terrore e devastazione.

Non bastano ne’ la tenera presenza della cerbiatta ne’ la rasserenante figura del Martino, una sorta di mago buono, a calmarne la furia. Arriva il cacciatore che pone fine con il suo fucile alle vite dei due animali, che però subito dopo, in seguito ad un soffio vitale, risorgono trasformati in esseri docili e rigeneratori. Anche questo mito vuole segnare, con la morte del cervo, la fine dell’inverno e con la sua rinascita, il ritorno della bella e feconda stagione.
 

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