Teate Scherma sfrattata dal Comune, sindaco e assessore replicano: "Non avevano un contratto valido"

Dure accuse da parte del sodalizio teatino ma l'assessore allo Sport, Pantalone, spiega: "chi ha subaffittato quei luoghi non aveva alcun titolo per farlo"

La Teate Scherma Chieti attacca, il Comune risponde.  Un comunicato da parte del sodalizio teatino denuncia “l’inarrestabile emorragia di associazioni sportive dal territorio di Chieti. Dopo che già molte realtà sportive teatine si sono viste costrette a spostare le proprie attività nella vicina (e più accogliente, a quanto pare) provincia di Pescara, l'ultima ad aggiungersi al già lungo elenco è Teate Scherma, che si vede improvvisamente negati gli spazi concessi dal Comune senza spiegazioni e senza alternative”.

L’associazione sportiva di Chieti sottolinea “i risultati agonistici importanti, un torneo nazionale ospitato ogni anno (anche se nel 2019 si era dovuto trasferire a Bucchianico), il miracolo di superare in 30 iscritti in un'annata difficile come quella dell'era Covid, un decennale festeggiato proprio lo scorso settembre. Eppure, a quanto pare non è bastato: dopo una serie di comunicazioni in contraddizione l'una con l'altra da parte del comune, Teate Scherma sembra costretta a rivolgersi ad altre realtà territoriali per trovare uno spazio per i propri atleti”.

"L'annata del Covid -19 – scrive Claudia Falcone - ha creato difficoltà al mondo sportivo in toto ma la scherma è una delle pochissime discipline che, per quanto riguarda gli atleti agonisti, può continuare nel rispetto dei protocolli: sembra assurdo che nella nostra città si decida di dire stop ad una disciplina che prosegue in tutta Italia e che da sempre si è impegnata per portare lustro alla città di Chieti, in Italia e all'estero. Ancora più assurda è l'assenza di motivazioni per una decisione di questo tipo".

Teate Scherma fa sapere che “si allenava precedentemente in una palestra scolastica, aveva infatti ottenuto a settembre l'affidamento provvisorio di una struttura comunale per continuare i suoi allenamenti. L'affidamento era stato concordato fino al 31 dicembre, decisione successivamente confermata dalla nuova giunta insediatasi a ottobre”.

Poi, rivolgendosi all’assessore allo Sport, Manuel Pantalone "figura di cui abbiamo potuto constatare lungimiranza e disponibilità". riferiscono che lo stesso "si è dimostrato attento alle realtà cosiddette minori attive sul territorio e alla loro tutela, motivo per cui ha stabilito di confermare l'assegnazione temporanea in attesa di individuare una sede più idonea alle attività del club. Con queste premesse, ci ha colpiti come un fulmine a ciel sereno la raccomandata ricevuta oggi dal Comune. Sette giorni per sloggiare, senza se e senza ma: questo il contenuto della lettera ricevuta in mattinata da Teate Scherma a firma del dirigente comunale di settore”.

Le spiegazioni possibili secondo i rappresentanti dell’asd sono "o che l'assessore abbia voluto prenderci in giro o che sia completamente inerme di fronte alle decisioni degli uffici comunali: entrambe ipotesi a cui non vogliamo credere, perché sarebbero una più sconfortante dell'altra. Resta l'amaro in bocca per i modi in cui questa decisione è stata presa e ci è stata comunicata dopo anni di lavoro per garantire alla città un nome nel mondo della scherma. Il nostro obiettivo sarebbe quello di restare sul territorio ma i prezzi dei privati risultano inaffrontabili per una realtà come la nostra. Non resta altra soluzione che rivolgersi a comuni che si dimostrino più interessati alla pratica della nostra disciplina, che porta sempre tante medaglie all'Italia e che è un peccato non vedere rappresentata in un capoluogo di provincia".

LA REPLICA DEL COMUNE

Contattati da ChietiToday, il sindaco Ferrara e l'assessore allo Sport Manuel Pantalone hanno subito replicato: “Non lasceremo la Asd senza spazi, ma sull’affidamento dei centri sociali è necessario fare un’operazione di trasparenza. Nessuno ha nulla contro la Teate Scherma, alla quale all’incontro avuto avevamo ben chiarito che era indispensabile rimettere in trasparenza la gestione dei locali per procedere a un affidamento".

Spiegano che “L’Asd non aveva un contratto valido con il Comune, perché chi si dichiarava concessionario degli spazi non lo era e, dunque, non aveva titolo per subaffittarli. Questo perché chi ci preceduto alla guida della città ha gestito i centri sociali cittadini in maniera forse troppo personalistica e per questa ragione era necessario applicare le normative e rimettere tutto in trasparenza per la certezza e la sicurezza di tutti. Restiamo quindi basiti dalle dichiarazioni lette e che ci si attribuiscono, perché la nostra politica va in tutt’altra direzione da quella che viene rappresentata nella nota della Asd”.

Ferrara e Pantalone ricordano di aver avviato un monitoraggio capillare di tutti gli spazi comunali affidati e sulle modalità di gestione, soprattutto degli impianti e strutture sportive: "È un fatto documentabile la mancanza di un rapporto chiaro e trasparente sulla gestione degli spazi del centro sociale dove la Teate Scherma fino ad oggi ha esercitato. Chi ha subaffittato quei luoghi non aveva alcun titolo per farlo. Ci stupisce che, pur avendo condiviso con l’associazione questa esigenza, rassicurandoli che non li avremmo lasciati soli e avremmo trovato loro una collocazione, i responsabili hanno dato un’altra versione”.

Infine sull’assegnazione degli spazi alle associazioni spiegano che “per sanare la situazione è necessario ripartire da zero, abbiamo deciso di farlo in questo momento di stop delle attività, in modo da ottimizzare i tempi e avere una situazione chiara e limpida per quando sarà possibile la ripresa dell’attività. Ci sarà un bando e dopo quello i locali saranno affidati ed ognuno avrà il proprio spazio”.

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