Sabato, 25 Settembre 2021
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Chieti Calcio, gli ultras attaccano il patron Trevisan: "Dilettantismo e presunzione"

Continua la protesta della tifoseria che chiede al patron neroverde di farsi da parte

"Il Chieti non ha padroni... Trevisan sparisci!" questo il titolo durissimo del comunicato con cui gli "Ottantanove Mai Domi" chiedono a Giulio Trevisan di farsi da parte. Una situazione sempre più difficile in casa Chieti esplosa domenica scorsa dopo il pareggio casalingo contro il River 65 e le successive dimissioni dalla carica di presidente dello stesso Trevisan e dell'allenatore Aielli. Nel comunicato il gruppo ultras neroverde ripercorre le varie tappe che hanno portato allo scontro con la società.

  "Il 2 giugno abbiamo avuto il primo incontro con Trevisan in cui, una volta definito il cambio del nome, abbiamo proposto il nuovo simbolo da lui avallato, e ci siamo presi noi carico della presentazione della squadra sposando quindi completamente la causa Chieti F.C e scendendo in campo a modo nostro, portando in piazza più di 800 persone e ricreando quell'entusiamo ormai smarrito. Le nostre richieste erano poche ma chiare: programmazione e professionisti seri e competenti nei ruolo chiave societari (direttore generale, direttore sportivo e segretario), tenendo lontani pseudo tifosi e personaggi che già in passato avevano gravitato intorno al Chieti solo per lucrare. Praticamente gli abbiamo consegnato 95 anni di storia".

I tifosi contestano a Giulio Trevisan di aver disatteso le aspettative.

"Nessuna nostra richiesta è stata esaudita. Anzi, c'è stato un clamoroso accentramento dei poteri nella sua persona portando così ad una approssimazione massima generale manifestata tra l'altro dallo stesso Trevisan il quale la domenica fa il parcheggiatore o dalla moglie che emette i biglietti o dal suo caro figlio che li stacca.

Anche a livello tecnico i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Aielli è sicuramente colpevole, ma con la netta complicità di un presidente tuttofare che ha la presunzione di fare il direttore sportivo. Lo stesso Aielli ha confessato più volte di aver bisogno di giocatori degni di indossare questa maglia ma che più volte le sue richieste sono state rifiutate.

Trevisan non ha mai fatto sentire il valore di questa città nella varie trasferte affrontate da noi fino ad ora, costringendoci a incredibili settori e cambi di campo repentini, fregandosene dell'assoluta importanza di questa tifoseria. Dopo la partita con il Cupello, in cui si sarebbe già meritato il nostro disprezzo, siamo stati zitti per il bene di tutti e perchè avevamo ancora qualche speranza di redenzione, ma dopo la partita con la Torrese, nella quale abbiamo abbandonato lo stadio senza neanche inveire, è stato invitato a svegliarsi e a soddisfare le nostre richieste più che legittime ma invece la sua risposta è stata più arrogante che mai, mancando completamente di rispetto a tutta la tifoseria e all'intera città dichiarando di essersi pentito di non aver continuato ancora con il nome Torre Alex. Beh caro Trevisan se non ti sta bene potevi restare a casa, ti ricordiamo che questa è casa nostra e tu sei e sarai sempre e solo ospite. Non scordartelo mai!

Domenica c'è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

"L'umiliazione subita col River - continuano i tifosi neroverdi - avversario fino a qualche anno fa buono solo per le amichevoli del giovedì, è stata l'occasione per un confronto franco e diretto senza mai uscire dalle righe in cui sono state chieste a Trevisan, per l'ennesima volta, l'allontanamento dell'allenatore, non più adeguato, e le sue immediate dimissioni che puntualmente sono arrivate in serata.

Ora non sappiamo da quale moto di orgoglio sia stato mosso, o da quali attestati di solidarietà sia stato ringalluzzito, ma neanche ventiquattro ore dopo queste dimissioni già non esistevano più, ma ha rilanciato addirittura il suo “impegno” affidandosi a pseudo direttori/tifosi già noti a tutti e assolutamente con zero credibilità, dai quali avevamo chiesto di stare il più lontano possibile. Dilettantismo e presunzione inammissibili.

A quei pochi illusi che lo difendono ancora ma che si nascondono dietro forum e muri vari, chiediamo di metterci la faccia e di venire a confrontarsi con noi da veri uomini. 

Comunichiamo quindi che a partire da domenica prossima la nostra presenza sugli spalti sarà garantita esclusivamente per sostenere i diffidati, per sostenere la nostra maglia e la nostra città, astenendosi da qualunque incitamento o sostegno alla squadra. Tutto ciò fino a quando Giulio Trevisan resterà alla guida del Chieti, ci auguriamo il minor tempo possibile".

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