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Anche il mondo neroverde ricorda Enrico Alberti

Oggi l’ultimo saluto all’ex calciatore neroverde. Il ricordo del giornalista teatino Franco Zappacosta

Anche il calcio chietino espone la propria bandiera neroverde a mezz’asta. Si celebrano infatti i funerali di Enrico Alberti, scomparso in questi giorni a Pescara. Avrebbe compiuto 74 anni il 29 marzo.

Cordoglio profondo è giunto da tutte le città dove Enrico è stato calciatore oppure ha ricoperto incarichi di dirigente. In entrambi i ruoli della sua vita sportiva ha riscosso ovunque apprezzamento per stile, correttezza e competenza. Al Chieti è legata una parte importante del suo percorso professionale perché fu quella iniziale. Enrico giovanissimo, in maglia neroverde sotto la guida severa ma altamente formativa di Tom Rosati, maturò un’esperienza rivelatasi poi preziosa. Ecco perché Chieti deve ricordarlo.

Cresciuto nelle giovanili del Milan, dove era stato notato da Nils Liedholm che aveva garantito sulle qualità del ragazzo quando Tom aveva chiesto allo svedese le consuete informazioni, Enrico giunse a Chieti nell’estate del 1963. Aveva 19 anni. Giocava nel ruolo di libero, oggi si direbbe di regista difensivo. Aveva la maglia numero 6, grandi qualità tecniche, bella visione di gioco: non per nulla era di radici bergamasche. In prestito dal Milan, arrivò con il portiere Maccheroni, trasferito dai rossoneri con formula analoga. "Da Milano - ci raccontò tre anni fa - raggiungemmo l’Abruzzo in treno. Avevo l’idea di una città lontanissima, che non conoscevo, mi trovai subito bene. Fu una stagione straordinaria, indimenticabile".

Quanti ricordi di quell’anno remoto e bellissimo. "Per il grande caldo di agosto la preparazione di svolgeva al mattino presto alla Civitella e il bar del Supercinema apriva alle 6 proprio per consentire a noi giocatori di fare colazione. Il presidente Angelini a fine campionato in segno di riconoscenza mi accompagnò presso un’oreficeria non lontano da San Giustino e mi disse: scegli cosa vuoi. Mi regalò una catenina d’oro che conservo". Nella mente gli restava nitido un episodio: "A Macerata, dove vincemmo, un tifoso mi lanciò una bottiglietta in testa, ferendomi. Venni colpito mentre effettuavo una rimessa laterale. Persi molto sangue, non mi fu possibile proseguire la partita. Mi è rimasta la cicatrice". E con affetto aveva infine sottolineato: "Due passi in Corso Marrucino fino alla Villa Comunale ogni tanto mi piace farli ancora".

In quella stagione Enrico Alberti collezionò 32 presenze e s’impose come una delle rivelazioni della serie C. Onore alla sua memoria.
I funerali si terranno questo pomeriggio, (28 febbraio) alle 14,30, nella Chiesa dei Gesuiti a Pescara

Nella foto il Chieti 1963-64. In piedi da sinistra: Gianni Trapella, Enrico Alberti, Alfio Riti, Feliciano Orazi, Lino Ghirardello, Roberto Palma, Vittorio Di Luzio, Franco Rosati, Tom Rosati. Accosciati: Giancarlo Rodolfi, William Martegiani, Giovanni Dondi, Otello Milan, Costantino Paradiso, il massaggiatore Ildo Apolloni

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