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False fidejussioni in Lega Pro: il presidente Bellia indagato per truffa

La procura di Firenze indaga su 21 persone tra cui il presidente del Chieti. Secondo l'accusa avrebbero presentato le false fidejussioni per risparmiare e, dopo l'apertura dell'inchiesta, avrebbero a loro volta fatto denuncia sostenendo di essere stati raggirati

Non è affatto sceso il sipario sulla questione delle false fidejussioni per la Lega Pro e non c'è pace per la Chieti calcio. Nelle scorse ore una decina di perquisizioni hanno interessato varie regioni e società di prima e seconda divisione, tra cui quella teatina.

LE INDAGINI - Nell'inchiesta, condotta dalla procura di Firenze, risultano indagate 21 persone tra cui i presidenti di alcune società: assieme a Chieti, troviamo Como, Casale Monferrato, Treviso, Bellaria, Andria e Avellino. Per tutti l'accusa è di tentata truffa in concorso

Il neroverde Walter Bellia è indagato assieme ai presidenti del Como, dell'Avellino e del Casale Monferrato Calcio, anche per simulazione di reato: secondo l'accusa, avrebbe presentato le false fidejussioni per risparmiare sulla quota di iscrizione al campionato e, dopo l'apertura dell'inchiesta, avrebbe anche sporto denuncia sostenendo di essere stato raggirato.

LE FALSE FIDEJUSSIONI - Le false fidejussioni oggetto dell'inchiesta riguardano l'iscrizione al campionato 2012-2013. Il costo della falsa polizza, prodotta con un pc dal broker finanziario Ramon Rotini, era circa il 10% del costo reale della fidejussione, vincolata per 18 mesi, richiesta dalla Lega Pro, pari a 600 mila euro per la Prima Divisione e 300 mila per la Seconda. Molte società si sarebbero rivolte a lui attraverso intermediari poiché in difficoltà economiche e impossibilitate a sostenere l'iscrizione al campionato.

Nelle perquisizioni odierne in tutta Italia sono stati sequestrati materiale informatico e documenti cartacei in possesso degli indagati.

IL COMMENTO DI BELLIA -  Il presidente della Chieti Calcio comunica che fino all'ora di pranzo non è arrivato nessun controllo in sede e fa sapere: "Il sottoscritto ha già chiarito tutto quello che doveva chiarire e spiegare nel mese di novembre quando è stato chiamato a deporre dalla Procura di Firenze. Da allora non ho più ricevuto alcuna comunicazione o atto ufficiale e, visto che leggo di perquisizioni in giro per l'Italia, comunico che da noi al momento non è venuto nessuno ma potrà farlo se lo ritenesse opportuno visto che non abbiamo nulla da nascondere ed, anzi, abbiamo tutte le intenzioni di collaborare affinchè venga fuori la verità e si accertino quelli che sono i reali colpevoli nella vicenda, una volta per tutte.

Come ho già ampiamente dichiarato agli inquirenti, ai quali ho consegnato tutto il materiale sul caso in mio possesso, la Chieti Calcio ed il sottoscritto si dichiarano truffati nella vicenda e quindi parte lesa. Il sottoscritto ha presentato, appena appurata la verità sulla fideiussione, una denuncia alla Procura di Chieti contro chi ci ha truffato, pur riconoscendo le mie colpe per essere caduto nella trappola di quelle figure che nel giro di poco tempo sono state smascherate.

Aspettiamo che la giustizia faccia il proprio corso e sono pronto, in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo a confermare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, tutta la mia buona fede".

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