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INTERVISTA Magic Basket, Marcello Pescara: “Lo sport unisce: rendiamolo unico a Chieti”

Il dirigente della società teatina illustra il suo percorso e i progetti in itinere. Poi lancia una proposta tesa ad unire le varie discipline sportive del capoluogo teatino

ChietiToday intervista Marcello Pescara uno dei principali esponenti, a livello dirigenziale, della società sportiva Magic Basket Chieti.

A lui abbiamo chiesto di parlare dell’attività di settore giovanile (fiore all’occhiello della società teatina), di prima squadra (serie C2) e più in generale dello sport in città. Pescara sogna di creare una polisportiva che racchiuda al suo interno tutte le società sportive del capolouogo teatino.

A livello dirigenziale il tuo percorso è iniziato con la pallacanestro?
No, provenivo da altri sport. Principalmente dal calcio a 5, a parte una breve esperienza nel calcio a 11. Mi sono avvicinato al calcio a 5 negli anni in cui a Chieti prendevano corpo i tornei al campo della villa comunale, che negli anni ’80 ebbe il merito di riuscire a coinvolgere in maniera esponenziale la cittadinanza e di avvicinarla all’attività sportiva. Un fatto sociale rilevante e decisivo per noi, ragazzi dell’epoca, che riusciva a creare attesa per un evento che racchiudeva al suo interno tutti i valori positivi dello sport. Dopo una prima esperienza da dirigente, in una società locale, sono stato chiamato dalla nascente federazione di calcio a 5, per ricoprire il ruolo di responsabile nella provincia di Chieti: anni importanti, in cui si andavano a costituire per la prima volta dei campionati riconosciuti livello nazionale ai quali ho avuto il privilegio di poter fornire il mio contributo.


Dopo l’esperienza nel calcio a 5, avviene il passaggio nella pallacanestro con il Magic basket, importante realtà cestistica specie per quanto riguarda il settore giovanile. Come è avvenuto il tuo ingresso in società?
Tutto è nato quando il mio secondo figlio, con mia grande gioia, un giorno mi ha chiesto di iscriverlo ad una società di minibasket. Quando mi ho figlio è transitato nel settore giovanile Magic ho incontrato i dirigenti-fondatori della società che in parte conoscevo a partire dal presidente Enzo Milillo, Patrizio Pardi e Dino Cocco i quali, consapevoli della mia passione per questo sport sono riusciti a coinvolgermi nel progetto. La molla che mi ha spinto a dare un contributo è stata principalmente la visione della realtà Magic che pone al centro del progetto la crescita del settore giovanile, un piano di lavoro che coincide esattamente con la mia idea di società sportiva. Da qui è avvenuto il mio ingresso nella società in cui svolgo la mia attività in sinergia con il direttore generale Maurizio Formichetti, una figura importante che ho voluto con me in questa avventura.


Soddisfazioni e risultati raggiunti in questi anni di attività?
Molti dei traguardi che ci eravamo prefissati li abbiamo raggiunti e di soddisfazioni ne abbiamo avute tante. A livello di settore giovanile spiccano indubbiamente i due campionati regionali vinti nella categoria under 19. Lo scorso anno abbiamo stravinto il campionato di serie D con la nostra prima squadra. Quello che ti appaga su tutto, a mio avviso, è vedere la crescita dei ragazzi che sono cresciuti o passati da noi: penso, per fare qualche nome, a Dino De Laurentiis, ai fratelli Ricci, Nicola Leonzio e Giovanni Mennilli. Un dirigente deve portare risultati, è chiaro. Se a questo si accompagna il gradimento dei tuoi collaboratori, degli atleti e del pubblico, la soddisfazione è doppia.

L’impegno nello sport, in questo caso nella pallacanestro, cosa rappresenta per te?  
Il mio impegno qui nel basket è da ricondurre, più in generale, all’interesse che nutro per l’attività sportiva e la vita sociale per la mia amata città di Chieti. Realtà spesso bistrattata, a cui cerco di offrire il mio contributo per accrescerne il prestigio. Sarò un sognatore ma il mio obiettivo massimo è quello di riuscire a costruire un’unica grande società a Chieti che racchiuda tutte le attività sportive nelle diverse categorie. Ripeto, sarò un sognatore e non so se questo si potrà mai avverare. Ma perché non provarci?  Le polisportive come quelle che vediamo in Spagna (Barcellona, Real Madrid) o più recentemente in Turchia, hanno alla base un forte concetto di unione che, negli ultimi anni, sta prendendo piede in maniera importante. Ci sono tante difficoltà certo, ma forse in una città piccola come Chieti potrebbe anche essere più semplice coordinare le varie società e andrebbe a rappresentare un vero fiore all’occhiello per tutta la comunità sportiva teatina. Mettere insieme tutto il sapere tecnico, le capacità economiche  per formare quel qualcosa che andrebbe a creare una spinta crescente per tutto il movimento offrendo un servizio alla città stessa, sia sotto l’aspetto del coinvolgimento dei cittadini sia sotto quello economico-culturale.

Per realizzare questo “sogno”, il primo passo quale potrebbe essere? Si potrebbe iniziare con il mettere insieme la pallacanestro teatina?
Certo. Si può iniziare guardando alla Proger Pallacanestro Chieti. Sono state riaperte le trattative e c’è un discorso in itinere con la Proger. Indubbiamente la società del Presidente Di Cosmo rappresenta un punto di riferimento per le altre società cittadine. Noi abbiamo già collaborato insieme in passato: esigenze differenti, piccole incomprensioni sugli obiettivi da poter raggiungere hanno interrotto questo rapporto. Questo non toglie che il discorso possa essere ripreso. La volontà c’è e, da parte nostra, l’apertura è totale e mi è sembrato di capire che lo sia anche da parte loro. Credo fermamente sul fatto che qualsiasi società importante che voglia vivere ed avere una certa autonomia, debba avere al suo interno un settore giovanile inteso come linfa vitale e messo al centro del progetto. Programmando e lavorando bene, allestendo un’equipe di formatori ed istruttori di alto livello, i risultati arrivano. Cerchiamo di capire se gli intenti delle due società coincidono. Noi dalla nostra abbiamo un settore giovanile importante con dei numeri notevoli e in netta crescita. Militiamo nel campionato di serie C2 regionale grazie alla promozione ottenuta nella scorsa stagione. Da due anni abbiamo intrapreso un discorso importante con i senior, per dare continuità ai nostri ragazzi una volta terminato il loro percorso di settore giovanile.  Se dovessimo arrivare ad accordo con la Proger ovviamente rimarremo anche in questo senso: i giocatori del settore giovanile, in base al livello raggiunto, verrebbero promossi nella prima squadra Proger (serie A Silver) o Magic (serie C2 regionale). Uno percorso ben definito e stimolante, per tutti quei ragazzi che hanno “dentro” passione vera per lo sport, amore per la pallacanestro.

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