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Brandimarte

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Proger Chieti, Brandimarte: "Monaldi è il colpo del mercato"

"Sono contento di come abbiamo operato - dice il neo vice presidente - e credo che, rispetto alla dimensione del nostro budget, di meglio non si potesse fare. In uno scenario più competitivo e difficile come quello della A2 unica, daremo continuità a quanto proposto nella scorsa stagione"

Guido Brandimarte, neo vicepresidente della Proger Chieti e “lider maximo” del mercato delle Furie, in versione balneare, si ritempra sotto la palma di uno stabilimento francavillese dopo le fatiche di un’estate frenetica a servizio della causa delle Furie. Aria sorniona, quella di sempre, di chi sembra studiare con cura ogni tuo gesto e pesare con finta indifferenza ogni sua parola. Di  poche parole e poco aduso a stare sotto i riflettori preferisce ai discorsi e ai proclami il silenzio ma questa volta la voglia di raccontare tutto il lavoro finalizzato alla costruzione di un roster nuovo di zecca è tanta. Un’occasione da non perdere e colta al volo.

  Il roster delle Furie è al completo, non ti chiedo banalmente se sei soddisfatto del tuo operato ma vorrei invece che tu ripercorressi la storia di questo mercato, individuandone le difficoltà e le strategie.

Ti rispondo con piena onestà, sono contento di come abbiamo operato e credo che, rispetto alla dimensione del nostro budget, di meglio non si potesse fare. Naturalmente saranno i risultati a determinare la valutazione complessiva del nostro mercato ma sono pronto a scommettere che, in uno scenario più competitivo e difficile come quello della A2 unica, daremo continuità a quanto proposto nella scorsa stagione, offrendo al nostro pubblico un ottimo basket. 

Andiamo con ordine, il primo obiettivo è stato quello di operare sulle riconferme.

Sì e la strategia è stata quella di giocare d’anticipo. Siamo partiti prestissimo e questo ci ha dato un po' di vantaggio. Vantaggio, purtroppo, che non ci ha permesso di riconfermare Ancellotti, ma onestamente non potevamo competere con Treviso. La nostra proposta economica non era lontana da quella dei trevigiani ma sul ragazzo ha influito il fascino indiscutibile di una piazza storica del basket italiano. D’altro canto però iniziare subito ci ha permesso di convincere Monaldi e di toglierlo subito dal mercato. Sapevamo che se avessimo portato le cose per le lunghe non avrebbero tardato a farsi avanti società con budget ben più consistenti del nostro. Ti svelo un segreto, non più tardi di due settimane fa una squadra del nord, appartenente al nostro girone, ci ha fatto sapere di essere disposta, diciamo, a risarcirci lautamente se avessimo sciolto il vincolo contrattuale con Monaldi. Abbiamo risposto con un secco no ma questo deve far capire anche ai nostri tifosi che il primo grande colpo messo a segno dalla Proger è stata proprio la riconferma di Monaldi. Un’operazione questa che valuto come la più difficile, insieme all’acquisizione di Allegretti, tra tutte quelle da noi messe a segno.

Passiamo allora ad Allegretti. È stato difficile convincerlo ?

Allegretti è un giocatore di categoria superiore che in carriera è vissuto tra A1 e A2, giocando in piazze sempre molto importanti. Convincerlo a venire a Chieti non è stato facile e ci siamo riusciti solo quando ha finalmente compreso che venire da noi non sarebbe stato per lui un ridimensionamento, cioè quando ha interiorizzato il nostro progetto e condiviso le nostre ambizioni.

E per gli americani ?

Devo confessare che con gli americani non ci sono state grosse difficoltà nelle trattative. Mi ha sorpreso Abbott, che è un americano di grande spessore e con il quale trovare un accordo è stato piuttosto facile. Anche con Armwood non abbiamo avuto grossi problemi ad intenderci, noi volevamo lui e lui voleva una squadra che credesse fortemente nel suo talento. Affare fatto!

E poi uno dopo l’altro gli italiani: Vedovato, Piazza, Piccoli e Sipala.

Mercato in discesa, avevamo le idee chiare. Puntavamo fortemente su Vedovato, uno dei prospetti più importanti del mercato, e Treviso, che ci aveva sottratto Ancellotti, ha voluto parzialmente risarcirci. Ho alimentato in Gracis qualche senso di colpa e così siamo riusciti a indirizzare il miglior centro giovane italiano sulla strada di Chieti. Piazza, Piccoli e Sipala sono stati invece progressivamente messi sul mirino perché rispondevano tutti e tre a quel profilo di giocatori che oltre ad avere le necessarie qualità tecniche fanno della determinazione e dell’impegno le loro caratteristiche specifiche. Li vogliamo duri, combattivi e ambiziosi e tutti e tre lo sono.

Domanda secca, risposta secca. Quale giocatore sarà il più determinante nella prossima stagione ?

Alla pari, Monaldi e Sergio, per ragioni diverse. Sono certo che cresceranno ulteriormente, dando un grandissimo contributo alla causa.

Chi sarà invece la sorpresa ?

Non ho dubbi, Vedovato. 

Galli ha parlato di mercato condiviso, in questa condivisione quanto c’è di tuo in fatto di scelte e di decisioni ?

Rispetto allo scorso anno, quando la linea societaria aveva prevalso, abbiamo collaborato in termini del tutto paritari. Nessuno ha imposto niente a nessuno. Confermo, abbiamo condiviso tutto e sulla base di una maggior conoscenza c’è stata da parte di tutti una migliore capacità di ascolto e di conseguenza più facilità a decidere colleggialmente. 

Più in generale, che tipo di mercato è l’attuale e in cosa differisce dal passato ?

Mi sembra, paradossalmente, che sia del tutto simile a quelle della passata stagione. È un mercato a doppia velocità, ci sono un lotto di squadre con budget molto alti e altre che devono fare di necessità virtù. Quando ci sono pochi soldi, bisogna sopperire con idee innovative e uno scouting di alto profilo che possono permetterti comunque di offrire un basket di qualità. Se vuoi puntare a vincere, però, le idee non bastano, ci vuole la grana. Questo non significa però che chi più spende vince, bisogna saper spendere e a me sembra che molti roster si costruiscano con la logica delle figurine Panini. Collezionare talenti non basta, fortunatamente, bisogna avere la formula chimica per assemblare gli uomini in una squadra che non sia la semplice somma dei valori. I giocatori da parte loro non hanno ancora ben chiaro che si è passati ad una A2 unica e ragionano ancora secondo la distinzione di squadre Gold e Silver. Conoscono poco la geografia e fatalmente ragionano per luoghi comuni. Aver portato Allegretti aa Chieti, per noi è stato importantissimo e lo sarà ancor più nei prossimi anni. Siamo saliti di status, non siamo più una piazza di secondo livello.

Una curiosità, qual è il giocatore, tra i tanti che hai portato a Chieti, che hai avuto modo di stimare di più ?

Domanda facile, Stefano Rajola, di sicuro il più determinante e il più decisivo tra tutti. E non è che non abbia in questa classifica avversari importanti. Cito tra i tanti Feliciangeli  e Rossi ma Stefano a mio avviso li batte tutti.

Nell’organigramma risulti promosso alla carica di Vicepresidente, cambia qualcosa ?

Non cambia nulla. C’è stato il giusto riconoscimento dato a Max Del Conte e conseguentemente un rimescolamento dell’organigramma ma per la nostra Società vale il moto di Dumas “uno per tutti e tutti per uno”. Mi fa molto piacere e mi gratifica che il Presidente abbia avuto questa gentilezza ma, ripeto, per me non cambia nulla.

Comunque mi corre l’obbligo di farti una domanda consona al tuo nuovo incarico. Come è possibile far crescere il brand delle Furie ?

In due modi. Nell’ambito tecnico, operando per la crescita del settore giovanile. Qualche piccolo investimento lo abbiamo appena fatto, acquisendo due ragazzi che andranno a rinforzare il nostro settore giovanile. Si tratta di due esterni, De Martino, classe 97, e Bianco, un under 20, con i quali intendiamo iniziare un discorso di crescita e di valorizzazione di giovani, finalmente capaci di avere minutaggio in prima squadra. Dal punto di vista societario, invece, lo sviluppo del brand si può ottenere solo favorendo l’ingresso di nuovi sponsor che facciano crescere il budget annuale. Qualcosa si sta muovendo in questo senso e con la forza economica aggiuntiva di qualche imprenditore disposto a condividere lo sforzo economico del Presidente credo che l’A1 non sia poi un’utopia. 

Un messaggio a Galli.

È un invito che però è anche una certezza. Massimo lavora con lo stesso entusiasmo e con la la stessa serietà della passata stagione e i risultati non tarderanno a venire.

Un messaggio al Presidente

È un ringraziamento per la stima e il riconoscimento dimostratomi.

Un messaggio ai tifosi

Stateci vicino, sosteneteci con lo stesso calore e con lo stesso entusiasmo di sempre.

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