Domenica, 24 Ottobre 2021
Sport

Tiro a segno, Dehrick Guobadia: un teatino nel centro del mirino

Intervista all'atleta teatino campione regionale in carica di tiro a segno. Guobadia ci spiega qualcosa in più su questa disciplina che, come tanti sport cosiddetti "minori", vive i suoi momenti di maggiore visibilità solo alle Olimpiadi

Un atleta di Torrevecchia Teatina è campione regionale in carica di tiro a segno (specialità pistola a 10 metri). Si tratta di Dehrick Guobadia (foto, a sinistra) giunto fino all'ottavo posto assoluto nel ranking nazionale di categoria. Reduce dalla vittoria al torneo "Dante Vecchioni" di Sulmona, Dehrick ci spiega qualcosa in più su questa disciplina che ha, come tanti sport cosiddetti "minori", i suoi momenti di maggiore visibilità alle Olimpiadi che vengono disputate solo ogni quattro anni.

Qual è, a tuo avviso, la principale caratteristica di questo sport?

Ritengo ci sia la presenza di una forte componente psicologica a differenza di altre discipline sportive in cui è il fisico ad essere sollecitato: si gareggia contro se stessi, l’obiettivo da raggiungere è la perfezione di tiro, in questo senso non c’è la possibilità di fare calcoli, dal primo all’ultimo colpo bisogna dare sempre il massimo dell’impegno e della concentrazione.

Il filosofo americano Ralph Waldo Emerson diceva che “Il segreto della forza sta nella concentrazione.” L’uso di armi viene spesso associato a pericolosità e violenza, è così?

Certo, alle armi bisogna fare attenzione e sicuramente la prime nozioni impartite sono quelle sulla sicurezza nel maneggiare lo strumento con cui ti alleni e gareggi. Detto questo, posso affermare che non si tratta di uno sport pericoloso o meglio, è senza dubbio meno pericoloso di altri sport cosiddetti di contatto come la lotta libera, la boxe ma anche il calcio in cui l’obiettivo è quello di avere la meglio su un avversario fisicamente. Inoltre, lo scopo del tiro a segno è quello di fare centro su un bersaglio inanimato che è cosa ben diversa del ferire un avversario.

Come ti sei avvicinato ad uno sport così poco “pubblicizzato”?

Ho iniziato all’età di 16 anni quasi per gioco: un amico che aveva iniziato a praticarlo mi ha chiesto se volevo provare anch’io forse anche per fargli compagnia, da quel giorno vedendo i discreti risultati che riuscivo a ottenere è stato un continuo cercare di migliorarmi, poi diventa una sfida con se stessi.

Essere campione regionale da quattro anni è per me motivo di grande soddisfazione: sono arrivato fino all’ottavo posto a livello nazionale; va tenuto in considerazione che gareggio assieme ad atleti appartenenti a gruppi sportivi professionisti dell’Arma che hanno maggiori possibilità per allenarsi ed essere sempre più competitivi. Pertanto, credo sia un risultato che acquisisce ancora più valore.

Quali sono i tuoi prossimi impegni e obiettivi personali?

Premetto che non avrei potuto raggiungere certi risultati senza il sostegno della Sezione tiro a segno Chieti che ha sempre fatto sentire la sua presenza: sia negli allenamenti, dandomi la possibilità di allenarmi al poligono di tiro, sia nella partecipazione alle gare, supportandomi nell’organizzazione delle trasferte. In particolare devo ringraziare l’allenatore Nacci Nicola che ha sempre creduto nelle mie potenzialità,  spingendomi sempre a migliorare.

Il 9 dicembre sarò impegnato in un torneo a Caserta. Per l’anno prossimo oltre a portare avanti la mia specialità che è la Pistola Aria compressa a metri 10 con pallino da 4,5mm, inizierò anche la Pistola Libera a metri 50 con calibro 22. Spero di riuscire a togliermi ancora tante soddisfazioni.

 

Il poligono di tiro a segno della Sezione di Chieti si trova a San Salvatore in località Vallepara n°139.

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