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Chieti Calcio Femminile, mister Di Camillo: "Vorremmo giocare nello stadio della nostra città, non meritiamo questo trattamento"

L'allenatore della compagine teatina costretta a disputare i match interni a Francavilla al Mare lancia un appello all'amministrazione comunale

ph. Andrea Milazzo

Un bilancio della stagione appena conclusa e poi la descrizione della situazione logistica che vede il Chieti Calcio Femminile disputare le proprie gare interne a Francavilla al Mare e non nel capoluogo teatino.

Il Mister parte parlando del secondo posto conquistato in campionato. “Arrivare secondi lascia sempre un po’ di amarezza. Non eravamo partiti per vincere il campionato, sapevamo infatti che c’era una squadra, la Res Roma, costruita per stravincerlo, noi invece ci eravamo attrezzati per essere nei piani alti e rivaleggiare con Palermo, Lecce e Trani che sarebbero state quelle che in partenza avrebbero dovuto stazionare nelle prime posizioni. Peccato perché siamo stati ad un passo dalla vittoria. È stato comunque un bel cammino perché era da un po’ di tempo che non stazionavamo nei primi posti della classifica, è stato bello esserci fino alla fine lottando, speriamo che anche per il futuro ci confermeremo a questi livelli se non addirittura superiori dando seguito al nostro percorso di crescita”.

Il bilancio della stagione è comunque positivo come precisa il Mister che però lascia trasparire anche qualche delusione:

“C’è soddisfazione perché siamo tornati ad essere competitivi lottando al vertice del campionato. Sono certo che un passo alla volta faremo ancora meglio. C’è amarezza per il secondo posto, prima della sosta eravamo a punteggio pieno, avevamo battuto la Res. Tre mesi di stop ci ha portato a rimodulare la squadra e da gennaio non siamo stati più gli stessi anche a causa di alcune partenze. Abbiamo lottato fino alla fine, ma nel momento cruciale, quando la squadra avrebbe dovuto mostrare più coesione, si è disunita. Alcune schermaglie fra ragazze dentro il nostro spogliatoio hanno influito, peccato perché mi dispiace per la società, in primis per il presidente che nulla ha fatto mancare alle nostre calciatrici e a tutto lo staff. Rimane una stagione positiva perché siamo tornati in alto con la prima squadra e poi, grazie all’ottimo lavoro di Marija Vukcevic e Giada Di Camillo, c’è stata una grande crescita della Scuola Calcio: il numero delle ragazze aumenta sempre più ed è bellissimo”.

Si arriva poi alle note dolenti della questione legata agli impianti sportivi e su questo Mister Lello Di Camillo fa un appello alla "politica di Chieti":

“Noi abbiamo conquistato la Serie A nel maggio 2016: da quel giorno è iniziato il nostro calvario perché noi nel 2016, 2017 e parte del 2018 ci siamo allenati a Sambuceto non avendo una disponibilità di uno stadio o campo a Chieti. Per circa un anno abbiamo girovagato su tutti i campi d’Abruzzo per allenamenti e partite.

Nel 2019 siamo tornati a Sant’Anna con tante problematiche mai risolte finora: il campo non è omologato e mostra tante carenze. Con il passare degli anni ci siamo trovati di fronte ad ancora maggiori problemi nel nostro percorso di allenamenti, sia sul terreno di gioco che per quanto riguarda le strutture che lo circondano.

C’è poi la questione Stadio Angelini: noi vorremmo ovviamente tornare a giocare lì, ma ha un costo di 800 euro a partita. Sinceramente per ospitare la squadra della propria città lo reputo un costo eccessivo al di là dei costi che l’Amministrazione Comunale può avere per la manutenzione del campo. Comprendo questo aspetto, però loro devono anche capire le nostre esigenze e quelle che sono le nostre possibilità.

Non voglio fare polemiche con nessuno, dico solo che non meritiamo questo trattamento.

Abbiamo sempre pagato e partecipato economicamente a qualsiasi spesa soprattutto nella manutenzione dello Stadio Angelini negli anni passati. Siamo stati costretti a spostarci a Francavilla al Mare e per me non è giusto: la squadra di Chieti deve giocare a Chieti. Le nostre squadre giovanili e soprattutto la Scuola Calcio hanno diritto di fare allenamento in un ambiente pulito ed accogliente. Questo è un appello accorato che faccio alla politica locale: dateci la possibilità di fare sport nella nostra città. La nostra squadra è quella della città che amministrate. Girovagare ci porta non solo disagio, ma anche dei costi ulteriori perché la nostra famiglia calcistica è cresciuta negli anni, siamo andati avanti con la Prima Squadra e la Scuola Calcio, ma voglio ricordare che a causa del Covid non si sono disputati i campionati under 19, under 17, under 15  e under 12. Non avendo a Chieti un campo normale per poterci allenare o giocare ci porta molti problemi che ci stanno logorando: col passare del tempo siamo sempre più stanchi di questa situazione. Spero che le cose possano migliorare: noi siamo stati sempre aperti al dialogo, attenti alle spese, però bisogna darsi anche da fare”.

Riguardo al futuro Di Camillo spiega che "la Scuola Calcio non può e non deve allontanarsi da Chieti: è l’unico modo per continuare a crescere. Spostarla sarebbe un danno inestimabile. Faccio ancora un appello ai politici locali: la Scuola Calcio per gli impianti sportivi viene prima della prima Squadra. Saremo grati a chi ci verrà incontro per risolvere il problema: se non si dovesse riuscire a far giocare la prima squadra a Chieti, quantomeno si faccia rimanere la Scuola Calcio nella nostra città. Siamo pronti al dialogo: i politici devono studiare una situazione che comunque ci faccia continuare la nostra attività. Noi disputiamo campionati nazionali e c’è uno sforzo economico non indifferente visto che ogni anno le spese aumentano. Portare avanti il carrozzine non è così facile come potrebbe sembrare dall’esterno. Facciamo tanta fatica: il problema degli impianti sta per noi diventando un danno enorme, devono dunque cercare di aiutarci”.

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