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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Chieti Calcio: i tifosi attaccano, la Società si difende

La tifoseria teatina chiede maggiore rispetto e chiarezza ad una Società che a sua volta sente di non essere rispettata. Una situazione esplosa a seguito dell'esclusione del sodalizio di viale Abruzzo dal campionato che, per quanto temporanea, comporterà certamente una penalizzazione

La notte tra il 2 e il 3 luglio a Chieti sono comparsi diversi striscioni a firma del “Muretto Laterale” che esprimono lo stato d’animo della tifoseria neroverde di fronte alle notizie e alle dichiarazioni che si sono susseguite in questi ultimi giorni da parte della dirigenza teatina, ma anche per l’esclusione del sodalizio di viale Abruzzo dal campionato che, per quanto temporanea, comporterà quantomeno una penalizzazione. 

Dal sito internet tifochieti.com si legge che: "I tifosi sono stanchi di chiacchiere e rumors, passaggi di proprietà slittati e alla fine sfumati, di comportamenti poco chiari da parte di chi ha sempre sostenuto di volere vendere e di chi invece avrebbe manifestato la volontà di entrare in società o rilevarla del tutto. Gli striscioni si scagliano inoltre contro la mediocrità degli obiettivi reclamando chiarezza e rispetto dalla Chieti Calcio, senza prendere alcuna posizione nei confronti di questo o quell’altro potenziale acquirente, e invitano e, senza mezzi termini, Biagio D’Aniello a dimettersi".

Muretto Laterale protesta: gli striscioni

Non si è fatta attendere la replica del Presidente del Chieti Walter Bellia che ha risposto tramite il sito ufficiale della Società neroverde: 

"A chi mi contesta - dice Bellia -  rispondo che il sottoscritto, proprio per il grande rispetto e l'attaccamento che nutre per i colori neroverdi continua a fare sacrifici e salti mortali al fine di assicurare un futuro duraturo a questo club. Intanto dico che, in merito al nome dell’imprenditore pugliese Di Cosola, non è stata avviata alcuna trattativa. Sulle presunte trattative tanto pubblicizzate di recente dico invece che se ho detto NO è semplicemente perchè mancavano totalmente le garanzie necessarie per assicurare alla Chieti Calcio un futuro degno di tale nome ed io non ho alcuna intenzione, questo sia chiaro, di permettere ad altri di portare al fallimento una società arrivata fin qui con i miei sacrifici; una società che ho tirato fuori dalle sabbie mobili del dilettantismo trascinandola fino ai vertici della Seconda Divisione. D'altronde i risultati parlano chiaro, molto più di proclami e squilli di tromba che puntualmente mi vengono richiesti. Ma la parola del campo ha sempre detto che Bellia ha fatto bene e, soprattutto, vuole continuare a farlo. E se non ci fossi più io, dovrà esserci uno più bravo di me, non certo uno di quei mestieranti che nel calcio italiano, soprattutto in Lega Pro, se ne aggirano a centinaia".

Capitolo fideiussione, altra grana delle ultime ore sulla quale Bellia aggiunge: "Ho già detto e ripeto che purtroppo il problema non è nostro ma della banca alla quale ci siamo rivolti, ovvero la Serfina, con la quale peraltro collaboriamo da anni. Ci sono stati richiesti tempi tecnici maggiori aggiunti ad una riunione del CdA prima di rilasciarcela nonostante il sottoscritto avesse fornito tutte le garanzie del caso. Oggettivamente, cos'altro potrei fare? In tutti i modi mi sento di assicurare che la fideiussione arriverà e il Chieti parteciperà al prossimo campionato di Seconda Divisione visto che il sottoscritto ha provveduto ad iscriverlo fornendo tutto quello che necessitava tale passaggio, assegni circolari compresi, non chiacchiere…"

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