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Chieti trascina gli Azzurri al capolavoro: ribaltato il -9 dell'andata con la Turchia

Qualificazioni Mondiali 2025 di pallamano: l'Italia regola gli avversari per 37-27 e passa alla Fase 2. 1.200 spettatori al Pala Santa Filomena

Missione compiuta. Trascinata dal caldo pubblico teatino, la Nazionale italiana ha battuto a Chieti 37-27 la Turchia e ribaltato il -9 dell'andata, qualificandosi così al secondo turno delle qualificazioni ai Campionati Mondiali 2025 di Croazia, Danimarca e Norvegia (un +9, analogo divario del match di andata, avrebbe portato il confronto alla roulette dei tiri dai sette metri). Prestazione superba degli Azzurri, che avevano in organico anche gli abruzzesi Tommaso De Angelis (classe 2005 del Benindorm), Andrea Colleluori (classe 2000 dell'Alperia Black Devils) e Stefano Arcieri (classe 1998 del Brixen). La fase due della maratona di gare per aggiudicarsi la qualificazione al torneo iridato adesso si giocherà a marzo. Ma adesso è tempo di festa perchè è tutto vero: l’impresa è compiuta. Con un capolavoro sportivo, l’Italia vince 37-27 (p.t. 16-11) contro la Turchia e, di fronte ai 1.200 spettatori de «La Casa della Pallamano» di Chieti, ribalta il -9 dell’andata. Quello che alla vigilia appariva come uno scenario difficilissimo da concretizzare, diventa realtà grazie ad una partita perfetta, preparata nei minimi dettagli e fatta di determinazione, cuore, concentrazione. In due parole: l’Italia perfetta. 

La Nazionale guidata da Riccardo Trillini ottiene così l’accesso al secondo turno dei tre complessivi di accesso alla manifestazione iridata e tornerà in campo a marzo, ancora per un doppio confronto tra andata e ritorno. 

LA PARTITA. Un unico avvicendamento rispetto all’andata con Tommaso Romei che prende il posto di Oliver Martini tra i convocati. Ma Trillini si affida al suo zoccolo duro: a Pablo Marrochi, ai gemelli Simone e Marco Mengon, a Jack Savini, al capitano Andrea Parisini il compito di spingere sull’acceleratore per una partita da batticuore, con le marce alte sin dall’inizio. Sempre a mille, mai agitata, l’Italia travolge la Turchia da inizio a fine gara. 

Sette reti per Marco Mengon e per Alessio Moretti – quest’ultimo perfetto dalla linea dei sette metri – e premio di MVP a Marrochi. E poi nove giocatori in gol 15 parate collezionate dai portieri Domenico Ebner e Andrea Colleluori sono le cifre di un successo confezionato dal collettivo, con unità d’intensi e voglia impareggiabile. 

La sblocca proprio Marco Mengon per l’1-0 dopo 1’. La tenuta difensiva turca vacilla sulla seconda fase e sulle rimesse veloci azzurre. I primi minuti sono di studio. L’Italia parte si porta sul 3-1 con Leo Prantner, ma al 9’ incassa il 4-4 di Öztürk. L’equilibrio perdura fino all’8-8 di Moretti, ma l’impressione è che lo strappo sia dietro l’angolo. Ci prova come al solito Mehmet Emre (nove parate), estremo difensore turco, a rovinare i piani di una Italia però troppo dentro al match, padrona del campo, per scoraggiarsi. Primo sprint con penetrazione di Pablo Marrochi (11-8). Ancora il professore, seguito da Simone Mengon, mettono la firma sul 16-11. Nazionale a metà dell’opera: +5 al riposo. È tutto apertissimo. 

Nella ripresa dentro Tommaso De Angelis per Stefano Arcieri – tre reti in due per le ali originarie di teramo – anche se lo stampo abruzzese della sfida sarà soprattutto quello di Andrea Colleluori, subentrato a Ebner e protagonista di cinque interventi prodigiosi nel quarto d’ora finale (38%). Nell’altra metà campo, intanto, l’Italia corre veloce, non rallenta mai: 20-13 di Leo Prantner al 35’, ma il primo boato arriva al 44’ con Savini che insacca in penetrazione il 27-18. Il -9 dell’andata è annullato, adesso è 0-0. L’Italia sale di tono, capisce il momento. Prantner apre le porte dell’impresa: suo il gioiello del 33-23. Cioè 1-0. Per la prima volta nel doppio confronto, l’Italia può gestire. Dentro Marco Mengon e poi Pablo Marrochi: il 36-24 sarà il massimo vantaggio, la raffigurazione del capolavoro compiuto da questa Nazionale. La Turchia si riavvicina con Pehlivan (37-27), ma l’ultimo possesso e il sorriso, con la palla in mano, di Pablo Marrochi conducono all’impresa. È fatta. L’Italia ribalta la partita e si qualifica al secondo turno.

Riccardo Trillini, DT delle Squadre Nazionali: “Avevamo consapevolezza della nostra forza anche subito dopo la sconfitta. I ragazzi erano propositivi e non era una frase retorica quando dicevamo di crederci. Nel contempo, le buone intenzioni e la carica agonistica sono inutili se poi non ci sono studio della partita, la giusta preparazione. Nei due allenamenti che abbiamo svolto, bisognava quasi frenare i ragazzi per voglia e carica che stavano esprimendo. Noi abbiamo sempre il coraggio di dire che il nostro obiettivo è qualificarci, ma a volta ci si dimentica di quanto sia difficile in contesti come le qualificazioni europee, ma credo che questa squadra negli ultimi anni abbia sbagliato solo quei 25’ in Turchia e niente altro".

Sulla partita: “Avevamo tanti piani per rispondere alle difficoltà che la partita avrebbe potuto presentare, ma non c’è stato bisogno. La difesa è stata fantastica. Nel secondo tempo abbiamo optato per una squadra più equilibrata, senza cambi attacco-difesa per disciplinare maggiormente il gioco in velocità, e questo ha pagato. La ciliegina sulla torta sono stati i portieri e uno splendido Marrochi, lucido e trascinatore anche nei minuti finali con la stanchezza che si faceva sentire”.

“Questa squadra ha bisogno di lavorare sempre di più, perché quando dobbiamo vincere contro certe squadre ci presentiamo sempre con un numero inferiore di partite giocate. Avendo dei limiti strutturali, come la mancanza di un tiratore mancino o, come oggi, l’assenza di Bulzamini, dobbiamo prepararci a fondo - conclude il DT - per esprimere questo gioco veloce che, sì, sembra facile quando i gemelli Mengon o Savini si buttano dentro a testa bassa, ma che richiede anche tanto ordine e preparazione. Spero che questa squadra abbia possibilità di lavorare in misura sempre maggiore perché la Nazionale senior è un patrimonio di questo movimento”.

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