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Il teatino Giulio Ciccone guarda avanti: "Dovrò ricominciare da zero, l’umore è a terra. Ma raccoglierò quello che devo"

Impossibile evitare l'operazione: "Non riuscivo più a pedalare, a stare in bici. Non c’erano alternative"

Giulio Ciccone parla esplicitamente di "una mazzata pesante" dopo esser stato costretto a fermarsi. Lo dice senza mezzi termini alla Gazzetta dello Sport ed è amaro e sincero allo stesso tempo. Lunedì - come riporta la Rosea -  è stato operato a Bergamo, dal professor Antonino Cassisi, per una ciste perineale (zona del soprassella) e la cosa cambia drasticamente i piani del 29enne campione teatino della Lidl-Trek per i prossimi mesi, maglia a pois dell’ultimo Tour de France e uomo di punta del ciclismo italiano che per il 2024 ha in mente di fare grandissime cose al Giro e al Mondiale di Zurigo.. Quattro settimane di riposo assoluto, dunque niente debutto alla Tirreno-Adriatico (4-10 marzo) e programmi da ridefinire totalmente. Un inciampo non da poco ad inizio stagione e con una preparazione che proprio in questi giorni doveva consentire di mettere benzina nelle gambe per farsi trovare pronto agli appuntamenti da non fallire. "No, non può essere buono lo stato d’animo. Diciamo pure che l’umore è a terra", la confessione alla Gazzetta. 

«L’umore è a terra. Un mese senza bici significa resettare tutto, ricominciare da zero quando sarà, con tutte le conseguenze del caso: condizione precaria, tante ore e carichi estremi». Il dolore è comparso solamente a fine dicembre, dopo il ritiro con la squadra in altura. «L’ho portato avanti per qualche settimana, cercando di risolvere in altro modo. Ma ormai non si poteva non ricorrere all’intervento chirurgico. Non riuscivo più a pedalare, a stare in bici. Non c’erano alternative», ha detto questa mattina sulle pagine della Gazzetta dello Sport (7 febbraio 2024).

«Non voglio parlare del mio rientro, è prematuro farlo. Anche al Giro d’Italia sarei andato per fare classifica, ora non mi è più possibile. Comincio a sentirmi in credito con la fortuna. Ho avuto diversi stop imprevisti, negli anni. Spero di avere già ‘pagato’ abbastanza e che, quando rientro, raccoglierò quello che devo»

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