Pugilato, la vittoria di Alessio: "Ho sconfitto la leucemia, non bisogna perdere la speranza"

I pugile teatino, al quale da bambino era stata diagnosticata la leucemnia linfoblastica acuta, si è qualificato ai campionati Assoluti di Roma

“Racconto la mia storia perché sia motivo di incoraggiamento per coloro che sono in preda allo sconforto”. A parlare è Alessio D’Ettore, 27enne teatino, neo laureato in scienze motorie all’Università D’Annunzio e pugile della “Diodato” di Chieti che la scorsa settimana si è laureato campione regionale con annessa qualificazione ai campionati Assoluti di pugilato che si terranno a Roma dal 10 al 15 dicembre. Un traguardo importante che racchiude in sé un messaggio di forza e speranza.

Il forte pugile di oggi, infatti, da bambino ha dovuto superare un ostacolo molto grande: nel 2000, all’età di 7 anni, ad Alessio viene diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta. Di quei giorni il pugile teatino ha “solo delle sensazioni e poche immagine sfocate e per questo - racconta Alessio - ho chiesto a mia madre di ricordare quei giorni attraverso una lettera”.

Nella messaggio scritto sua madre racconta il calvario vissuto in quei 9 mesi passati prima nell’ospedale di Chieti e poi a Pescara, tra chemioterapia e cure, dei medici che lo chiamano “il treno” per la forza che mostra nel superare le varie fasi della malattia, fino all’ultima biopsia che sancisce la totale guarigione di Alessio "che corre e salta senza freni per la gioia”.  

“Il pugilato mi ha aiutato molto a superare l’esperienza che mi portavo dietro perché - spiega Alessio - mi ha reso più sicuro grazie a quella rappresentazione della vita che è il ring. Il mio coach Danilo Diodato mi ha spinto a raccontare la storia della mia infanzia per lanciare un messaggio positivo e di forza a tutti coloro che stanno vivendo quello che ho passato io anni fa”.

Una vita contrassegnata dallo sport anche nella scelta degli studi universitari e, dal 10 dicembre, l’appuntamento con gli assoluti a Roma. “A marzo di quest’anno mi sono laureato al corso magistrale di Scienze Motorie alla D’Annunzio. Lo sport è parte della mia vita, non riuscirei a vivere fuori dalla palestra. Il pugilato - dice D'Ettorre - mi è utile nella crescita caratteriale e il rispetto regole. Agli assoluti sarà dura ma voglio provarci a fare bella figura”.

Infine un pensiero a chi vive un periodo difficile. “Nei momenti di difficoltà si tira fuori una forza che non si pensa di avere, si può andare oltre e usare questa condizione come trampolino per superare la malattia. Non bisogna perdere mai la speranza”.

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