Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Buona la frittura, ma che ne facciamo dell'olio esausto?

L'olio di frittura è uno degli scarti alimentari maggiormente inquinanti, e dannoso per piante, acque e microrganismi. Se riciclato torna a vivere diventando importante per la natura, ma ancora oggi spesso finisce negli scarichi


Frittatina d’asparagi? Fritturina di calamari? Patatine fritte e birra fresca? Alla gola non si comanda mai, o quasi, ma ci avete mai pensato che se non si fa attenzione rischiamo di friggere anche la natura? Quanti di noi smaltiscono l’olio di frittura, una delle sostanze più inquinanti in assoluto?
Le nostre abitudini tradizionali di “smaltimento” dei residui d’olio sono: lo scarico del lavello, il water, la fognatura o ancora i bidoni della spazzatura organica. Abitudini non solo sbagliate, ma assolutamente non sostenibili dalla natura. L’olio post frittura non è, come spesso si crede, né biodegradabile né una sostanza organica.  Questi olii finendo in acqua non si dissolvono minimamente, anzi, creano dei veri e propri strati impenetrabili dai raggi solari, che comportano danni gravissimi per l’ambiente. Il risultato può essere ancora più devastante, qualora l’olio raggiunga le falde acquifere, creando danni ai depuratori e rendendo l’acqua non potabile.


Altra abitudine sbagliata, da evitare ad ogni costo, è la credenza popolare, che vuole l’olio di frittura un ottimo concime per le piante. Falso. L’olio che si ritiene concime, in realtà penetrando nel terreno lo impoverisce degli organismi necessari per la pianta stessa, distruggendola.
Cosa farci quindi dell’olio di frittura? Esistono delle modalità sicure per smaltirlo senza inquinare, anzi guadagnandoci. Organizzarsi per lo smaltimento costa poco, e poco tempo. L’ideale sarebbe collocare un recipiente dove non dia fastidio, come ad esempio su un balcone. Ogni volta che si fa una frittura, bisogna lasciar raffreddare l’olio e poi versarlo nel recipiente. Quando questo è pieno, l’olio esausto deve essere portato nelle apposite isole ecologiche, ormai presenti ovunque. In molte città il servizio di ritiro è effettuato anche da distributori di benzina o supermercati.


L’olio esausto, una volta raccolto, viene così recuperato da ditte specializzate, e dopo vari trattamenti torna in vita diventando lubrificante vegetale, biodiesel o glicerina per saponi. Il recupero dell’olio è fondamentale, basta sapere che da 100 kg di olio esausto se ne riescono a recuperare 68 per essere riutilizzati.

 Nel comune di Chieti le isole dove poter consegnare gli olii esausti si trovano:

Ubicazione contenitori - Chieti Alta

  •     Zona Levante Madonna del Freddo (Via Verdi – Area parcheggio)
  •     Via Picena (Supermercato Tigre)
  •     Via Papa Giovanni XXIII (Incrocio via Nicola Da Guardiagrele)
  •     Piazza Monsignor Venturi (Sul marciapiede area parcheggio)
  •     Via Spezioli (Zona Theate Center di fronte Inps)


Ubicazione contenitori - Chieti Scalo

  •    Via Aterno 183 (Centro di raccolta comunale - Zona Brecciarola)
  •    Via Capestrano (Chiesa dei Dodici Apostoli - Zona Stazione Ferroviaria)
  •    Via Ricciardi (Incrocio via Luca da Penne)


 

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