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Tradizioni senza tempo: i taralli di San Vitale

Decine di volontari stanno preparando i tradizionali dolci a forma di ruota dentellata, che verranno poi benedetti dal parroco e distribuiti nei giorni della festa patronale

I festeggiamenti sono previsti negli ultimi giorni di aprile (27 e 28), ma la preparazione dei tradizionali taralli di San Vitale, dedicati al Santo patrono di San Salvo, iniziano diversi giorni prima. 

Già in queste ore, come prevede la tradizione, in tantissimi si sono riuniti nella palestra di via De Vito per preparare “Le Pricillete”, dolci a forma di ruota dentellata. Così, in dialetto sansalvese, vengono chiamati i taralli che, secondo la ricetta più antica, venivano impastati senza lievito e offerti ai poveri in occasione delle feste patronali. I taralli, però, possono essere distribuiti soltanto dopo la benedizione, come simbolo della sacralità del pane e del grano.

Ogni anno, questa tradizione che non accenna a scomparire coinvolge decine di persone, che si impegnano nel modellare i taralli e distribuirli nei giorni di festa. I panifici cittadini hanno messo a disposizione i loro forni per la cottura. Poi, venerdì prossimo (27 aprile),il parroco don Raimondo Artese si occuperà della benedizione, nella chiesa di San Giuseppe, alle ore 17. 

E ai volontari dei taralli di San Vitale è arrivato anche il pensiero del sindaco Tiziana Magnacca, che ha inviato “un forte abbraccio a quelle donne e a quegli uomini che in questi giorni, in maniera tanto gratuita quanto spontanea, sono impegnati nella preparazione dei taralli di San Vitale: sono i veri custodi della tradizioni salvanesi”.

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