Tradizioni di Natale: la farchia della vigilia a Tufillo

Il grande fascio di tronchi, tenuti insieme da cerchi di ferro, viene allestito nel pomeriggio del giorno della Vigilia davanti alla chiesa di San Vito. Poi viene portato in corteo nel centro storico, facendo tappa ovunque le signore del paese abbiano organizzato punti di ristoro con i prodotti tipici del Natale

Foto Roberto Monasterio

Tra le tante tradizioni natalizie ancora vivissime in Abruzzo, uno delle più attese è quella della “farchia” di Tufillo, il grande fuoco che viene acceso dal pomeriggio del 24 dicembre. 

Contrariamente ad altri grandi fuochi, come le farchie di Fara Filorum Petri, tradizionalmente incendiate per Sant’Antonio, quella di Tufillo viene accesa esclusivamente per Natale. Nel borgo in cui risiedono circa 600 persone il grande tronco, intorno al quale vengono inseriti altri tronchi minori, può raggiungere anche i 20 metri. 

Il grande fascio di tronchi, tenuti insieme da cerchi di ferro, viene allestito nel pomeriggio del giorno della Vigilia davanti alla chiesa di San Vito. Poi viene portato in corteo nel centro storico, facendo tappa ovunque le signore del paese abbiano organizzato punti di ristoro con i prodotti tipici del Natale: torcinelli, calcionetti, pizzelle, vino. 

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Finalmente arriva la mezzanotte del 25 dicembre e la farchia viene accesa davanti alla chiesa di Santa Giusta, mentre tutto intorno si intonano i canti natalizi. Tra festa e preghiere, la farchia continua a bruciare, finché non si spegne autonomamente dopo un paio di giorni.

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