Tenere fuori dal comune i trasformisti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Venerdì 10 gennaio, “il Centro” nella pagina di Chieti, ha pubblicato una foto che costituisce la più evidente ed esemplare testimonianza del trasformismo che accompagnerà chi, come il signor Fabrizio Di Stefano (affettuosamente circondato da due ex Assessori di Forza Italia passati alla Lega- Alessandro Bevilacqua e Maio Colantonio- e 3 Consiglieri comunali- Marco Di Paolo, Graziano Marino ed Elisabetta Fusilli- approdati alla Lega da altre formazioni politiche) in barba ad ogni discussione tra alleati, è stato imposto quale candidato Sindaco della città, nientepopodimeno che dal Grande Statista Milanese Matteo Salvini al quale, senza nemmeno vergognarsene un po’, le destre stanno cercando di consegnare le chiavi della città. Tutti coloro che lo circondano, sono stati eletti in liste e partiti diversi nelle elezioni amministrative del 2015 e, naturalmente, non per le poltrone ma sicuramente per elevati ideali, hanno cambiato casacca. Del resto, anche il candidato Sindaco è un campione di trasformismo politico essendo passato, prima dell’approdo in Lega, dall’organizzazione giovanile fascista “Giovane Italia” al Msi-Dn, An, Popolo delle Libertà, Forza Italia. Da ultranazionalista alla corte di chi, per decenni, ha predicato la priorità della inesistente “Padania” contro il resto dell’Italia, umiliato ed offeso i meridionali- ed i teatini sono tra questi- accusandoli di essere degli scansafatiche e desiderosi solo di vivere sulle spalle degli operosi padani. Il candidato imposto dal capo della Legai, è un politico che ha svolto diversi ruoli ma faccio davvero fatica a ricordare di quali e quanti progetti dedicati alla città di Chieti si sia occupato nel corso dei tantissimi anni in cui è stato deputato, consigliere regionale e senatore. Inoltre, trovo semplicemente ridicolo voler coinvolgere, come ha dichiarato, “liste civiche a cominciare da quelle di Di Primio” ((che ha cambiato, come gli altri, più casacche di Ronaldo, ora in cerca di un nuovo approdo) Sindaco per 10 anni- dopo gli 11 anni e mezzo di gestione Cucullo di cui tra l’altro è stato Assessore e Vice Sindaco- di una città che, sono parole sue, “vive un isolamento” che forse sarà dovuto a qualche entità soprannaturale e non per le responsabilità di una destra estrema, della quale ha fatto parte a pieno titolo e tra i più esagitati, che ha governato la nostra città per ben 22 degli ultimi 27 anni della sua storia. Chieti ha bisogno di voltare seriamente pagina e non è affidandosi a chi è stato corresponsabile delle sue attuali enormi difficoltà economiche e sociali e a chi è stato imposto dal capo della Lega che può sperare di venirne fuori. Solo una coalizione di forze politiche e associazioni cittadine democratiche, progressiste e di sinistra- di cui auspico la rapida formazione a cui affidare la città - può iniziare un percorso né breve né facile può sperare di ridare a Chieti il ruolo che merita. Giustino Zulli coordinatore cittadino di “Articolo uno” Chieti 11 gennaio 2020

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