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Scavi in piazza San Giustino: rinvenuta porzione di poderosa colonna romana a ridosso della cisterna ottocentesca

Piazza San Giustino · Centro Storico

È tarda mattinata quando l’escavatore della ditta appaltatrice dei lavori di riqualificazione della piazza estrae dal terreno circostante il sito della cisterna ottocentesca antistante la facciata della cattedrale, sulla direttrice di via Pollione, una poderosa porzione di colonna romana. Trattasi di un reperto di poco meno di un metro di altezza con circonferenza prossima ai 70-80 cm, non lavorato, a differenza di quello riconducibile a colonna scanalata di stile corinzio rinvenuta ad inizio scavi in prossimità dei resti murari, compatibili con la tipologia di un edificio sacro di epoca italico-repubblicana, di cui si è data anteprima nei giorni scorsi [ChietiToday del 12 aprile 2021].

La Soprintendenza dovrà dunque pronunziarsi anche su tale rinvenimento, sia per ciò che ne concerne la datazione, sia per il contesto allocativo. Ossia stabilire se trattasi di colonna funzionale ad edificio già insistente sul locus del ritrovamento oppure se, come ventilatosi anche per altre repertazioni, debba parlarsi di un manufatto ad uso riempimento e ripristino di una quota omogenea in occasione delle spianate artificiali purtroppo nel tempo succedutesi su Colle Gallo. Le caratteristiche della colonna farebbero supporre un crollo date le effrazioni riscontrate su entrambi i lati del reperto. Ma, in ogni caso, la scoperta apre, come di consueto, a suggestive ipotesi circa l’assetto remoto della piazza.

Certamente potrebbe costituire un altro indizio per immaginare, anche sulla base delle pregresse disamine, un luogo evocativo della grandezza di Teate, in qualche modo alternativo all’arce della Civitella e con elevata attendibilità di poter essere considerato estensione urbana della città romana. Stamani, in piazza San Giustino, era presente anche Alessio Consorte, fotografo creativo, regista ed appassionato di storia romana, distintosi di recente negli approfondimenti di settore relativi alle presenze archeologiche di Colle del Telegrafo [Pescara]. Consorte, che sta lavorando al documentario “Decumano Maximo”, di prossimo lancio, ha licenziato una rivoluzionaria ipotesi sulla nascita di Roma, legata al solstizio d’estate [20-22 giugno di ogni anno].

Sulla valenza storico-scientifica-archeologica del teatino Colle Gallo non ha dubbi: “I preziosi resti che i lavori di riqualificazione della piazza stanno restituendo mi fanno pensare alle devastazioni che Teate ha subito nel corso dei secoli, penso, ma questa è una mia congettura, che la città abbia anche subito le ‘fiamme di Silla’, come amo definire gli strascichi vendicativi della guerra sociale intorno all’anno 89 a.C.”.

Intanto proseguono i saggi per l’individuazione del prezioso mosaico di cui parla Vincenzo Zecca e che dovrebbe trovarsi, anche questo, a margine della cisterna ottocentesca, sempreché i lavori effettuati proprio per la realizzazione della conserva idrica non ne abbiano disperso consistenza e portata. A giorni i sondaggi interesseranno anche la porzione di piazza San Giustino antistante palazzo Valignani, sede storica del Municipio.

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Commenti (1)

  • Fondi destinati alle periferie che Di Primio ha dirottato agli scavi di p.zza S.Giustino. Dopo aver catalogato qualche reperto, ricopriranno tutto. Chieti è piena di reperti ovunque si scavi; quelle risorse andavano usate diversamente.

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