← Tutte le segnalazioni

Altro

Tornano a Scafa i resti di un mausoleo di età imperiale conservati a Chieti

Torneranno a Scafa, luogo del rinvenimento, i tre frammenti funerari di epoca imperiale (I-II sec. d.C.) attualmente custoditi in deposito fiduciario nel tribunale di Chieti.

In dirittura d’arrivo, infatti, l’accordo fra gli enti interessati e la Soprintendenza per disciplinare le modalità di trasferimento, del quale si occuperanno a breve i vigili del fuoco di Chieti, e quelle connesse alla valorizzazione espositiva dei reperti. L’iniziativa, che rientra nella politica di apertura delle soprintendenze alla valorizzazione “in loco” di reperti autoctoni, ovviamente ricorrendone i presupposti scientifici e logistici, è frutto delle intese intercorse fra il presidente del tribunale, dttor Guido Campli, la responsabile della Soprintendenza teatina, Rosaria Mencarelli, e il sindaco di Scafa, Maurizio Giancola.

“Sono molto soddisfatto ed onorato - dice il primo cittadino scafese - per l’opportunità che ci viene concessa, i reperti fanno parte di testimonianze emerse nel 1925, quando Scafa era ancora in provincia di Chieti, ed ora tornano per così dire a casa, per assolvere ad una importante funzione informativa e promozionale. Ringrazio le istituzioni che hanno reso possibile questo progetto ed in particolare il dottor Andrea Staffa e le funzionarie della Soprintendenza con cui ci siamo confrontati”.

La nuova “location” di queste importanti testimonianze del culto funerario rintracciabile, in tanti altri esempi, lungo la dorsale della strada consolare Tiburtina Valeria, sarà il salone Val.Si.Mi. (Valorizzazione siti minerari) allestito in un ex edificio religioso in uso alle suore Clarisse, nei pressi della stazione ferroviaria di Scafa.

“Grazie al Master Plan varato dalla Provincia di Pescara - spiega Giancola - saremo in grado di dar vita ad un progetto multidisciplinare che licenzierà preziose informazioni su piste ciclabili, territorio e risorse produttive e culturali, storia, tradizioni ed archeologia”.

Raggiunta anche una intesa con il comando carabinieri della compagnia di Popoli e il comando della stazione carbainieri di Scafa per i controlli di sicurezza del caso, visto che il salone Val.Si.Mi. rienterà tra gli obiettivi sensibili, anche in ragione della sua funzione museale, ancorchè limitata e periferica.

I reperti, rinvenuti nell’area del cementificio di Scafa e successivamente trasferiti a Chieti (prima nell’Antiquarium Teatino, poi nel museo archeologico nazionale di Villa Frigerj, in seguito nel museo territoriale della Civitella e, da qualche anno, nel tribunale) sono parte di un mausoleo, verosimilmente realizzato in pietra della Maiella, che ricorda la figura e le gesta di un legionario imperiale.

Ne sono testimonianza gli elementi dei pregiati bassorilievi fra cui spiccano una corazza (“lorica musculata”), degli elmi apparentemente ascrivibili alla versione italica (“cassis italico”), uno scudo oblungo ed uno rotondo (“scutum” e “parmula”), una spada da cavaliere (“spatha”) ed una figura allegorica (testa di animale), ad indicare le virtù guerriere del personaggio, oltre ad un toga che potrebbe accreditare l’ipotesi di un “equites” al quale venne riconosciuta la cittadinanza romana grazie alla fedeltà ed ai servigi resi a Roma.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Segnalazioni popolari

Torna su
ChietiToday è in caricamento