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Proposte per il rilancio della piscina comunale di Chieti

Proposte per il rilancio della piscina comunale Negli ultimi tempi la cronaca locale si è ampiamente e giustamente occupata delle vicende relative alla piscina comunale ed alla sua gestione. Si è parlato delle preoccupazioni dei giovani nuotatori e delle loro famiglie, del rischio di non poter partecipare alle gare, degli obiettivi falliti del pareggio ed utili del bilancio ecc. Poco si è parlato di altre questioni che interessano l'utenza non agonistica e nulla è stato proposto per fare in modo che uno dei pochi gioielli cittadini produca profitti e quindi anche stabilità occupazionale per chi ci lavora. Poiché frequento la piscina da quando è stata aperta al pubblico mi permetto di fare alcune considerazioni e proposte per impinguare i bilanci futuri. Pur non avendo alcuna ostilità pregiudiziale per la gestione da affidare a privati, dopo chiare e trasparenti gare di appalto, ritengo che debba essere il Comune, attraverso una sua partecipata, a gestire l'impianto perché non sta scritto da nessuna parte che un privato gestisca un bene meglio del pubblico.

E' stato detto, dall'assessore Viola, che gli iscritti sarebbero circa duemila. Un buon numero che, però, non ha consentito di centrare l'obiettivo del pareggio di bilancio e, sopratutto, di un utile quantificato in 120 mila euro nel biennio 2016-17. A fine anno si tireranno le somme e vedremo come staranno effettivamente le cose ma io ritengo che, con una politica lungimirante, attrattiva, sia possibile aumentare il numero degli iscritti. Come? Aprendo la fruizione degli impianti anche a tante persone che oggi non se lo possono permettere a causa dei costi elevati per ingressi singoli ed abbonamenti. Facendo una proposta concreta, i dirigenti della Teateservizi- che non dev'essere più utilizzata per dare qualche contentino al fedele di turno trombato alle elezioni amministrative- dovrebbero proporre, svolgendo anche un ruolo sociale, ai sindacati dei lavoratori dipendenti e dei datori di lavoro, ordini professionali ecc., convenzioni per l'ingresso, a costi accessibili, ai propri iscritti. Fissando la quota di iscrizione a 50 euro e l'abbonamento per l'intera stagione natatoria a 100 euro, l'obiettivo del pareggio del bilancio prima e dei profitti dopo sarebbe facilmente raggiunto puntando all'obiettivo di avere almeno altri mille soci che potrebbero utilizzare l'impianto non solo per tenersi in forma, cosa giusta in sé, ma anche e forse sopratutto per non ammalarsi.

Visto che la struttura esiste e che per molte ore della mattina non è particolarmente frequentata, stando almeno alla mia abituale frequentazione, si potrebbe stabilire l'ingresso in queste fasce orarie che non sarebbero di intralcio per altre attività. Oltre al beneficio diretto per le casse comunali che con gli utili potrebbe risolvere molti problemi esistenti in città ai quali non si riesce a dare soluzione proprio per mancanza di soldi, ce ne sarebbe uno per la collettività perché, come si usa dire, lo sport è salute e anche quando lo si pratica in maniera amatoriale, non agonistica, contribuisce a non appesantire i costi del nostro sistema sanitario nazionale. Questo percorso si potrebbe sperimentare per uno-due anni e poi, se le cose andranno bene, anche migliorarlo.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Salvor Hardin
    Salvor Hardin

    Giusto. Bisognerebbe però vedere se dal punto di vista igienico-sanitario, manutentivo e logistico la struttura possa reggere, considerato che, come d'uso nel settore pubblico, viene manutenuto tutto al minimo costo ed ai minimi livelli di legge (nel senso che, per esempio, se qualcosa non va nelle piscine di un resort a Sharm dopo poche ore è tutto a posto, qui le ore diventano mesi). Un carico eccessivo potrebbe provocare danni lunghi da sistemare. Oltre tutto lo Stadio del Nuoto è una gran bella struttura, tanto di cappello, ma, come dimensioni, piscine, spazi e attrezzature non è certo al livello di una struttura come Le Naiadi.

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