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La bellezza di un teatro

Sono stato, durante la settimana Mozartiana, a visitare la mostra tenutasi nel tetro Marrucino e con la mia consorte abbiamo fatto una visita anche all'interno della sala e siamo rimasti estasiati nell'ammirare il bellissimo e suntuoso sipario. Questo come forse già sapete, venne realizzato nel 1875 dal pittore napoletano Giovanni Ponticelli. Il soggetto dell’opera: “II trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione” fu suggerito all’artista dall’Amministrazione Comunale di allora. Poiché la storia dei Marrucini non presentava nessuna impresa di rilievo, si pensò di volgere lo sguardo verso un personaggio illustre della città e nessuno lo era più di Caio Asinio Pollione. Prima di essere trasferito a Chieti, il sipario venne esposto per alcuni giorni a Napoli. Entusiastici i commenti di quanti si recarono ad ammirarlo. Il Lauria,poi nel suo opuscolo intitolato “Caio Asinio Pollione e il suo trionfo”, ci offre una descrizione dettagliata dell’opera: “Tutta questa tela di ben 1500 palmi, larga e lunga per 36 può ben dividersi in due distinte parti, lo spettacolo e gli spettatori. Abbraccia la prima il carro trionfale col trionfatore, i sacerdoti, i senatori, i littori e i prigionieri sugli elefanti; stanno nella seconda più che 300 figure di popolo plaudente, una parte sui portici di una elevata basilica, la massima intorno e dietro il carro trionfale ....

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Commenti (1)

  • Tra i numerosi e significativi episodi che hanno arricchito la storia del nostro Teatro, merita una particolare menzione la “prima abruzzese” de “La Figlia di Iorio” che Gabriele D’Annunzio volle fosse portata sulle scene del Marrucino il 23 giugno del 1904, in onore della città di Chieti che gli conferì la cittadinanza onoraria.

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