← Tutte le segnalazioni

Panorami

ITINERARI - Un anello immerso nella natura dove si rivive la storia, la tradizione, il misticismo e la spiritualità

Via Silvino Olivieri, 68 · Tricalle

Un anello immerso nella natura, dove si rivive la storia, la tradizione, il misticismo e la spiritualità, che ha offerto emozioni e silenzio assoluto. Solo il rumore dell’acqua e il cinguettio degli uccelli. L’anello inizia a Pretoro, un piacevole borgo medioevale, nella località Crocifisso (434 m).

Si segue la valle del Fiume Foro, (sembra una valle sperduta), con segnaletica E2, percorrendo una carrareccia con elevato e pericoloso dissesto idrogeologico. Superato questo pericolo, si raggiungono i resti di due Mulini Rupestri, perché costruiti in una grotta. Il mulino Taddei  è il primo che si incontra e fu costruito nell’anno 1887, da due fratelli appartenenti ad una famiglia ricca del posto. L’ingresso a forma rettangolare, è costruito con due colonne e una traversa di mattoni. Sulla colonna di destra c’è una incisione rupestre che rappresenta il volto di una donna, con la corona e le ali. Si entra in un ampio locale con diversi fori, dove appoggiavano gli assi della macina. È visibile una croce scolpita sulla roccia. Il crollo di una parte del pavimento, fa vedere la canalizzazione dell’acqua che usciva da un tunnel a volta. Interessante la finestra panoramica, anche questa in parte crollata. Le pareti umide sono ricoperte dal muschio, sembrano dei merletti.

 Il secondo mulino rupestre che si incontra, è quello comunale, costruito nei primi anni del 1800, che lavorò continuamente sino al 1935-36, con l'ultimo mugnaio pretorese, Pietro Colasante. In questo mulino ci sono molte incisioni rupestri. Dopo questa veloce visita, arrivo ad una cava di calcare dismessa, da qui il sentiero inizia a salire. Si inoltra nel fresco bosco, con diverse varietà di alberi, rilassandomi con il rumore del fiume che genera pozze e salti. L’acqua è limpidissima! A quota 770 metri, incrocio a sinistra il sentiero E1, che sale alla Fonte Pagliarone. Proseguo dritto, purtroppo ora il sentiero è poco visibile, la segnaletica quasi assente, rami e rovi rendono il cammino difficoltoso. Incontro un ponte in cemento armato che per superarlo, bisogna quasi strisciare a terra e, muri a secco. (Immagino che il ponte sarà servito per la creazione della tubazione dell’acqua). Ogni tanto segnali rossi sui rami, su qualche roccia e su pezzi di legno conficcati nel terreno umido. Il sentiero sale ripido, è scivoloso e in alcuni punti esposto. Ciò ha consigliato di mettere protezioni in corda e catenelle. Però la corda è stata ricoperta dalle foglie e le catenelle, sono penzoloni. Il motivo è, perché i picchetti in metallo piantati a terra… sono fuoriusciti dal terreno umido. Insomma, ti devi arrangiare! Ora bisogna attraversare con qualche difficoltà il fiume Foro, al quale confluisce il torrente Angelo, (anche qui c’è una catena). La salita è ripida, ma la traccia è visibile e sicura. Risalgo la Valle dell'angelo, (il posto è coinvolgente, localmente è chiamato Piscilangarda), ed arrivo ad una parete alta, bianca, calcarea, dove c’è l’ingresso all’omonima grotta. Ormai la grotta dell'ermetia (950 m) è vicina. Si vede all’ultimo momento, appena si esce dal fitto bosco e impressiona il suo enorme androne. Il ritrovamento nella grotta di reperti ceramici, utensili in silice lavorati, sono una testimonianza dei primi insediamenti umani. La vicinanza ai paesi, il facile accesso, l’acqua, (la sua presenza è legata al culto di San Michele Arcangelo), i resti dell’antico romitorio o cappella al centro della grotta, hanno richiamato eremiti e pastori, non ultimo gli sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale. Mangiato il panino, seguito a salire e in poco tempo abbandono la Valle del Torrente Angelo, incrocio il sentiero E 3 ed esco sulla strada statale 614 della Maielletta. La fatica continua e per tornare a Pretoro, la difficoltà è stata percorrere la strada asfaltata per circa 5 chilometri. Non ho trovato scorciatoie perché il terreno era coperto da rovi e felci. Raggiunto il borgo, ben manutentato, con stradine in acciottolato, scalinate, punti panoramici, ho preferito scendere nuovamente nella valle per evitare l’asfalto bollente. Ho raggiunto la valle facendo una discesa molto ripida, con casolari abbandonati.

Nuovamente i mulini rupestri, la carrareccia dissestata, il piazzale con la vettura. Penso che bisognerebbe classificare la difficoltà del sentiero : EE (escursionisti esperti) e collocare un cartello, che indica che ci sono tratti attrezzati. La Maiella offre queste emozioni, è ancora da scoprire! Distanza A/R 14.50 Km Dislivello 700 m Durata senza soste 5 ore 30 minuti Difficoltà EE con tratti attrezzati.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Segnalazioni popolari

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ChietiToday è in caricamento