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Istituti Riuniti San Giovanni Battista: parla un ex membro del Cda

Sono stato membro del CDA dell'Ipab dal febbraio all'agosto del 2011, prima del commissariamento conseguente alla disordinata riforma deliberata con legge regionale 17/2011

Vorrei rispondere, con il dovuto rispetto, a coloro che passano il proprio tempo libero a sparlare degli Istituti Riuniti di Chieti, ventilandone la chiusura, insistendo sul fatto che l'edificio non è al passo con le vigenti norme che regolano le attività delle strutture sanitarie.

Faccio notare che i lunghi tempi di esecuzione dei lavori di ammodernamento sono dovuti al fatto che parliamo di una struttura in muratura, costruita con i canoni dell'inizio della seconda metà del 1800, quindi è davvero difficile pensare di mettere a norma in poco tempo una struttura del genere, specie quando si ha a che fare con una legislazione ottima per complessi sanitari di nuova costruzione, ma vetusta per gli edifici esistenti, penso alla legge regionale 32/2007 (uno degli ultimi regalini di Del Turco e co.), il decreto 18/09/2002, etc.

Inoltre l' Ente si è spesso trovato in difficoltà a causa dei ritardi che la ASL impiegava ( e che continua ad impiegare) a versargli quanto dovuto, ragion per cui spesso mancavano i soldi per pagare le ditte, costrette quindi ad interrompere i lavori fino al versamento delle somme fatturate.

Trasformare surrettiziamente l'ex Ipab di Chieti in un centro di raccolta immigrati non solo va contro le norme tecniche che ho citato prima, visto che la struttura è inquadrata come residenza sanitaria assistenziale e quindi non compatibile con attività non pertinenti, ma sarebbe l'ennesimo sfregio al cuore di Chieti.

D'altra parte la cosa non mi meraviglia, visto che alcuni esponenti locali della sinistra avevano pensato alle caserme in disuso come centro di accoglienza, la cosa era stata ampiamente denunciata dal sottoscritto e dall'amica Maria Graziosi in un comunicato dei giovani di FI Chieti qualche mese fa.

Quest'ultima scelleratezza è un motivo in più per dire un secco NO a Luigi Febo e alla sua coalizione piena di traditori e di opportunisti, che vorrebbero trasformare la nostra città in una degradata periferia pescarese, ai costanti ordini di un Presidente della Regione che ha occhi solo per un solo territorio.

E' un caso che il Presidente dell'Organismo Straordinario che regge l'Ipab, di nomina regionale, sia di Città Sant'Angelo? Ai posteri l'ardua sentenza…..

Ing. Lorenzo Giovannini

Già membro CDA Ipab Istituti Riuniti San Giovanni Battista

Vice Coordinatore Giovani FI Provincia di Chieti

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