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Che fine ha fatto la statua di Chiarini?

Redazione

Via Brigata Maiella, 38 · Filippone

In questi giorni che precedono le elezioni comunali, mi viene da porre una domanda al sindaco uscente della nostra città: "Che fine ha fatto la statua di Chiarini, quella che ha fatto bella mostra di se per decenni alla Villa Comunale?" E si caro sindaco, sembra che i problemi della statua di Giovanni Chiarini ritornino ancora di moda, quest'anno, come negli altri anni passati. Prima era stata racchiusa in un involucro di legno (si vede che dava fastidio a qualcuno! O che fosse poco bella da guardare! ) e davanti ad essa si era costruito un palco in cemento, adibito d'estate, alle esecuzioni di complessi musicali, che dovevano allietare i turisti, che mangiavano sugli appositi tavolini situati in piazza; complessi pagati dal bar vicino. Poi si era deciso addirittura di spostarla, si disse, per permettere il rifacimento del manto della piazza, sede della fontana monumentale e allora la paura fu grande, perchè si temette che la stessa venisse poi ricollocata in un posto nascosto della Villa Comunale, in quella specie di cimitero dei busti, dietro il laghetto, quel cimitero pieno di personaggi famosi, figli della città di Chieti. Adesso sono passati diversi mesi e della statua non se ne ha più notizia, pare sia stata cacciata in un magazzino ad impolverarsi sperando che la gente la dimentichi. Dico io, una città depauperata di tutto, della Banca d'Italia, della Caserma con i militari, dell'Ospedale militare e in ultimo della Biblioteca De Meis... che lotta ogni anno disperatamente, per non essere retrocessa a "paesone" dormitorio d'Abruzzo, che si vanta di poter offrire "cultura" alle centinaia di studenti, che si riversano, loro malgrado in centro, si dimentica dei suoi personaggi più importanti, nascondendo le statue nei magazzini ? Io credo che negli ultimi 5 anni abbiamo toccato proprio il fondo e io, come tanti altri a Chieti, con questi scritti, cerchiamo di risvegliare le coscienze delle persone che vivono sul "colle" ( noi abbiamo, unico caso in Italia, una biblioteca crollata nel bel mezzo di un rifacimento anni fa, oggi relegata in una ex ferramenta ) sperando di essere ascoltato. Spero che questa e le altre pubblicazioni che ci saranno su chietiscalo.it ottengano maggior fortuna, io mi limito a dare tutto lo spazio che la questione "cultura" merita. Ringrazio pubblicamente un teatino doc: Luciano Pellegrini, che ogni tanto ci da notizie di tutte quelle cose che non vanno su in città illustrandoci anche le eventuali soluzioni possibili a costi contenuti; ce ne fossero di persone come lui su a Chieti. Mi meraviglio solo che Berlusconi, venendo giù a Chieti per propagandare FI, non abbia chiesto anche di vedere lui.

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