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Archeologia, scavi in piazza San Giustino, la proposta: "Progetto Mecenate"

Progetto “Mecenate”. Dal filo sottile di cultura e filantropia, che in qualche modo unisce uomini illustri di Teate Marrucinorum, quali Gaio Asinio Pollione [Teate 76 a.C., Tusculum 5 d.C.] e suo figlio Gaio Asinio Gallo [Teate 41.a.C, Roma 33 d.C.], e personaggi “totem” della Roma augustea, quali Publio Virgilio Marone, noto come Virgilio [Gallia Cisalpina 70 a.C., Brindisi 19 a.c.] e Gaio Cilnio Mecenate, noto come Mecenate [68 a.C. Arezzo, 8 a.C. Roma], la possibile soluzione per conferire nuovo slancio e più ampie opportunità agli scavi di Piazza San Giustino.

I fondi ricavati dall’amministrazione comunale dalle varianti ai lavori di riqualificazione della piazza, dei quali la metà già impiegati per i sondaggi nella porzione antistante il tribunale, non sarebbero sufficienti per uno studio accurato da estendere all’altra area oggetto dei rilievi di archeologia preventiva a cura della Soprintendenza. Con altri 200-300 mila euro si immetterebbero gli archeologi nella disponibilità di adeguati mezzi per procedere ad indagini geofisiche e stratigrafiche più estese ed approfondite di quelle “puntuali” già previste per i prossimi giorni. Il tutto a beneficio dell’individuazione di altri importanti reperti, fra cui il famoso mosaico del I sec. d.C., di cui parla lo storico Vincenzo Zecca, e che si spera di localizzare nell’area antistante l’ambiente ipogeo ottocentesco per il quale sono previsti interventi di protezione della volta, e porzioni murarie sempre di epoca imperiale a margine di palazzo Sirolli.

Senza parlare del completamento dei rilevi scientifici da approfondire negli spaccati di scavi non ancora rinterrati nel lato ovest della piazza, quali l’ambiente cosiddetto domestico ed il nucleo fortificato avanti palazzo Mezzanotte, ed il cunicolo che interseca il basamento del campanile della cattedrale. Quest’ultimo doveva essere indagato dai pur qualificati volontari dello Speleo Club Chieti, secondo una convenzione ripassata con la Soprintendenza, ma poi la cosa è sfumata per problematiche relative alla normativa in materia di sicurezza nei cantieri pubblici.

Servirebbero speleologi dotati di partita IVA ed in possesso di documentazione per la valutazione dei rischi [comportante il superamento di appositi corsi di formazione], oppure, e questo sarebbe “l’uovo di Colombo”, i vigili del fuoco del comando provinciale di Chieti in questi giorni interessati anche nel trasferimento a Scafa, luogo del rinvenimento [1925], dei resti del mausoleo di un legionario romano attualmente ospitati in deposito fiduciario presso il Tribunale [in ChietiToday 3 marzo scorso].

Per reperire gli ulteriori 200-300 mila euro necessari per non lasciare nulla al caso, ecco l’idea da lanciare nello stagno di soluzioni concrete ed operative, ancorché ambiziose: un “progetto Mecenate” che sarebbe del tutto pertinente su Colle Gallo, atteso i legami fra i personaggi richiamati in apertura. Gaio Cilnio Mecenate fu un autorevole protettore e finanziatore dei “talenti” dell’epoca augustea, da qui il termine “mecenatismo” nell’accezione ancor oggi in uso, fra cui i poeti Orazio e Virgilio. Publio Virgilio Marone era molto amico di Gaio Asinio Pollione, letterato e console teatino, fondatore della prima biblioteca pubblica nella Caput Mundi, al quale dedicò una parte della propria produzione poetico-letteraria, parlando, nella Egogla IV, del “puer divino”, ossia Gaio Asinio Gallo, figlio di Pollione. Nome evocativo per piazza San Giustino, già, per l’appunto, Colle Gallo, in relazione alla possibile edificazione sotto palazzo d’Achille e nelle immediate vicinanze di una imponente villa urbana.

I conti, quelli delle sinergie storico-culturali, tornano tutti. Ora è necessario far quadrare i conti degli oneri finanziari per conferire piena dignità alla preziosa opera degli addetti ai lavori e per smorzare le polemiche di questi giorni che vedono dibattere Soprintendenza e Comune, appassionati, cultori e studiosi di storia locale, associazionismo spontaneo. Molte le ricette, tante le analisi, diverse ed aspre le contrapposizioni.

Ma, a ben vedere, il motivo del contendere, fermo restando il beneficio dell’amore per la città che si dà per scontato appartenere a chiunque si è messo in gioco sul “fronte scavi”, si restringe proprio alla disponibilità di risorse importanti per l’archeologia teatina. La legge offre la possibilità, oltre che a privati cittadini, alle aziende, anche commerciali, di prevedere in bilancio, normati da apposite “policy”, atti di liberalità deducibili in favore di onlus, amministrazioni ed enti pubblici. Se la società civile e produttiva del territorio teatino tiene alla millenaria storia di Teate è giunto il momento di battere un colpo. Nonostante la crisi economica in atto restano vitali ed apprezzati gli sforzi produttivi ed occupazionali di nomi storici dell’imprenditoria teatina o, comunque, collegata al territorio provinciale.

Qualche esempio? Toto Costruzioni Generali, Walter Tosto, Dino Di Vincenzo Costruzioni [società legata a Chieti, in particolare, per i lavori del serbatoio idrico sull’arce della Civitella con la scoperta negli anni 80 dell’Anfiteatro romano di Teate], De Cecco, Del Verde. Ed ancora fondazioni bancarie, come Fondazione Banco di Napoli e Fondazione Intesa San Paolo. E pure l’università D’Annunzio e lo stesso ministero della Cultura, ciascuno secondo propri canali e possibilità, potrebbero lanciare un segnale di attenzione al palcoscenico di piazza San Giustino. Ente di riferimento e di ineludibile coagulo per questa auspicabile “cordata” di raccolta fondi sarebbe ovviamente lo stesso Comune, titolare dei lavori di riqualificazione per i quali è in dirittura d’arrivo il capitolo “varianti”.

Data ormai per pressoché certa la rinunzia alle fontane, a breve è in agenda un summit fra la direzione dei lavori e la Soprintendenza per coordinare, nello specifico, gli interventi dell’ente di tutela circa la verifica d’impatto dell’impianto di illuminazione, nonché la operatività degli studi stratigrafici sospesi [compresi quelli inerenti il richiamato cunicolo nei pressi del basamento del campanile] e le determinazioni conseguenti allo smantellamento della pavimentazione dell’intera piazza con particolare riguardo alla enucleazione del perimento dell’ambiente ipogeo al di là del quale inizieranno gli ulteriori sondaggi archeologici.

Sarà da questi coinvolta anche l’area di fronte a palazzo d’Achille, attualmente recintata con protezioni da cantiere che verranno smantellate. Dalla piazza sparirà anche l’edicola antistante un noto caffè. La nuova sede dell’attività di rivendita giornali è già stata individuata in locali di via Chiarini, attigui a quelli di un ex esercizio di ristorazione che fungeranno da “punto informativo” sui rinvenimenti di Colle Gallo, fra i quali la stupenda testina marmorea della “Venere teatina”.

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Commenti (1)

  • Come tutti i grandi lavori effettuati a Chieti - nell'800 la costruzione del Cimitero; nel secondo 900 quella dell' Ospedale, se ci sarà una conclusione dei lavori a piazza S. Giustino, si dovranno aspettare almeno 25 anni!!

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